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Attualità - Evidenza - QD - 14 Settembre 2015

Caduta di Brasiello, Danilo Leva accusa la Fanelli di aver organizzato il complotto

leva fanelliBufera nel Partito Democratico.
Com’era prevedibile, la caduta del sindaco di Isernia, Brasiello, ha prodotto immediate reazioni nel centrosinistra regionale. Ma, mentre la Fanelli scarica tutte le sue responsabilità, parlando di scelte locali, Danilo Leva spara a zero contro la segretaria e la accusa di aver organizzato riunioni carbonare per far saltare Brasiello e per restare in sella alla segreteria regionale.
Partito democratico spaccato in due metà sul commissariamento di Isernia. Da una parte Micaela Fanelli, che sostiene di aver fatto il possibile per evitarlo, ma di non esserci riuscita, nonostante i suoi sforzi, addebitando infine tutte le responsabilità alla politica locale.
Ma parlano i fatti. Quelli che dicono, nero su bianco, che se tre rappresentanti del Pd avessero votato a favore, il bilancio sarebbe passato. E chi sono i tre rappresentanti del Pd che votando contro hanno buttato a mare Brasiello, il sindaco eletto dalle Primarie del Pd?
Sarebbero, secondo Franco Capone, ex presidente del consiglio comunale di Isernia, tre Renziani, Fanelliani o Fratturiani che dir si voglia. Insomma, dice Capone, si è trattato solo di una guerra clandestina del Pd, c’erano gli amici di Fanelli e Frattura che volevano entrare in giunta, non riuscendoci hanno mandato all’aria tutto.
Paradossale la logica politica che ispirerebbe Fanelli e Frattura, i due capi del Pd molisano: per un posto da assessore nella giunta comunale di Isernia, avrebbero mandato a casa un sindaco, come Brasiello, Fratturiano doc, che col governatore aveva sempre avuto ottimi rapporti, anche personali. Possibile?
Leva ne è sicuro e ci va giù duro accusando la Fanelli di aver complottato organizzando riunioni carbonare precedute da sms e tweet.
Insomma, rapporti pessimi in casa Pd, anche se i renziani ribattono al deputato, accusandolo di voler solo strumentalizzare la realtà, e affermano che, né Danilo Leva, né la segreteria provinciale del Pd, in mano a Di Iorio, un fedelissimo di Danilo Leva, si sono mai visti, né sentiti, in nessun momento della crisi. Troppo facile arrivare oggi e dire che la colpa, con tutto il rispetto, è del sindaco di Riccia. Ma come sempre, in Italia, Isernia compresa, quando si vince, si vince in compagnia, quando si perde, la responsabilità è sempre di qualcun altro. Certo è che il Partito Democratico isernino non ci fa una bella figura e, come più volte richiesto dalla componente di Massimiliano Scarabeo, sarebbe proprio ora di ricostruire tutto da capo, perchè così non si va da nessuna parte.

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