massimo-romano-candidato-per-costruire-democrazia1Una scatola per il momento vuota ma che rischia di essere piena di sorprese, sorprese amare per tutti i molisani. L’allarme viene lanciato da Massimo Romano, il giovane avvocato a cui si sono già rivolti quindici comuni per far ricorso al Tar.
Si tratta dell’Egam, l’ennesimo carrozzone pubblico messo in piedi dalla giunta regionale, forse per rispettare la spending review, come già successo per gli stipendi, le indennità dei portaborse e i 60 milioni arrivati da Roma per pagare i debiti della Regione, utilizzati invece per pagare vitalizi, stipendi e indennità varie, tra cui premi di produzione ai massimi livelli puntualmente scattati per i dirigenti di una regione che, a Roma piange miseria e a Campobasso spende e spande senza ritegno ma solo per la casta.
L’Egam è l’ente per ora fantasma messo in piedi dalla giunta regionale per espropriare dell’acqua pubblica tutti i comuni molisani. In sostanza l’unica risorsa naturale che il Molise possiede in abbondanza potrebbe essere privatizzata e finire così sotto le grinfie di una società di gestione. Un esperimento del genere fu già tentato in Molise, a Venafro, dove ancora si leccano le ferite per i quattro milioni di debito ereditati.

 

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