funeraleIl silenzio avvolge tutte le strade intorno alla Cattedrale. L’atmosfera che da due giorni avvolge Larino è surreale. La comunità si è trovata a dover fare i conti ancora una volta con una giovane vita spezzata. In appena sei mesi. Dopo i gemelli Antonello e Giovanni Padulo, tutta Larino si è ritrovata di nuovo davanti alla stessa chiesa per dire addio a Giorgia Caruso, 15 anni, che domenica sera è stata travolta e uccisa da un’auto davanti casa dei nonni in contrada Bosco mentre tentava di riprendere il gattino scappato. L’intera comunità si è stretta in un grande abbraccio attorno al papà Gino, alla mamma Antonella e alla sorella Angelica, distrutti dal dolore. Un dolore inconsolabile, come lo stesso Don Antonio ha ammesso in apertura della cerimonia. “Troppe volte negli ultimi mesi ci siamo trovati in questa chiesa di fronte a bare bianche. La morte è un mistero, ma lo è ancora di più quando si tratta di giovani vite” ha detto. “Chiedo a tutti voi di stare vicino alla famiglia, di prendere un pezzettino del loro dolore perché il peso della croce sia più sopportabile. La nostra vita non finisce qui, ma continua nell’eternità, dove non si contano i giorni e dove sono sicuro per Giorgia sarà un’eternità di gioia”. Giorgia era conosciuta da tutti come una ragazza solare, piena di entusiasmo, capace di convolgere e travolgere tutti con il suo sorriso. Capace di far star bene tutte le persone che per un motivo o per un altro entravano nella sua vita. In chiesa ci sono tutti i suoi amici a dirle addio, i compagni di scuola. La cerimonia è un continuo susseguirsi di singhiozzi e lacrime incontenibili. Lo stesso Don Antonio, commosso, affida la sua omelia a una lettera scritta alla “carissima Giorgia, i cui sogni di diventare grande si sono spezzati così come si spezza un fiore che stava sbocciando”. Il parroco invita tutti a non fermare lo sguardo sulla bara dove si avverte il vento gelido della morte, ma ad alzarlo un po’ più su per incrociare gli occhi di Dio, per scorgere Giorgia sorridente. “Solo guardando in alto potremo riavere un barlume di speranza”. E poi un monito ai giovani a vivere la vita a fondo nelle sue tappe, senza sprecarla. E ancora parole di conforto, se un conforto esiste, per la famiglia: “Lasciate che la mano di Dio vi accarezzi”.

A Giorgia piaceva tanto la musica, così come le moto, passione che il papà Gino le aveva trasmesso. E sulle note della sua canzone preferita “Skinny love” davanti alla chiesa, con le colombe in volo insieme ai palloncini bianchi, un lungo applauso ha accompagnato Giorgia nel suo ultimo viaggio.

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