alfredo ricciL’aria che tira a Venafro è indecifrabile, nella maggioranza che, ricordiamolo, è civica, non politica, da una parte ci sono gli amici di Frattura che spingono per l’adesione, dall’altra gli esponenti moderati, del centrodestra, che vogliono prima riflettere bene su cosa accadrà. Per Venafro, infatti, aderire all’Egam significherà rinunciare anche alle sorgenti del San Bartolomeo e a tutto il possibile contenzioso in atto con la Regione Campania.
Quella della privatizzazione dell’acqua è un tentativo già esperito a Venafro, che ne porta ancora le cicatrici, con un debito milionario nei confronti di Molise Acque. Rinunciare anche alle sorgenti forse è un po’ troppo e il Centrodestra venafrano appare molto perplesso. Forse su questo delicato argomento si potrebbe arrivare a un primo, reale, braccio di ferro tra Antonio Sorbo e Alfredo Ricci. Il patto di non belligeranza tra i due prevede che il primo nel 2018 si candidi alla Regione, il secondo ne raccolga l’eredità, al comune. Ma c’è un ma grande quanto una casa. Ricci saprà resistere alle sirene di un Centrodestra orfano di leadership che – per assurdo – potrebbe anche proporgli la Regione, ai massimi livelli?
Vedremo domani se qualcuno dei due parlerà o preferiranno vedersela in privato, comunque, alla fine, se abbasseranno il capo davanti a Frattura, saranno obbligati a spiegare perchè Venafro dovrà rinunciare alle sue risorse idriche. Un salto nel buio che attende anche Brasiello e la sua amministrazione. Anche lì si aspettano mal di pancia.
Certo non tutti avranno il coraggio di Giuseppe Di Pilla, sindaco di Sant’Agapito che chiederà, in sede di consiglio provinciale, una presa di posizione ufficiale contro l’adesione all’Egam di tutti i comuni della provincia.

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