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Dal Molise di tutti al Molise degli amici. Si allarga la Corte di Frattura

intrallazzidi GIOVANNI MINICOZZI

Quello che doveva essere nelle intenzioni di Frattura il Molise di tutti, si sta rivelando nella realtà il Molise degli amici. I suoi. Prosegue la semina degli incarichi e delle consulenze.
Non più tardi di tre mesi fa, era il 6 luglio, la Corte dei Conti, nella relazione annuale che analizzava il Bilancio della Regione bacchettava il governo Frattura sulle società partecipate e in house, sui costi della politica e sulle consulenze a go go, regalate ad amici, soci occulti e sponsor politici elettorali che prefigurano anche ipotesi di voto di scambio sulle quali la Procura potrebbe fare piena luce.
Evidentemente alla Giunta regionale e al suo presidente Paolo Frattura i pesanti rilievi sollevati dalla Corte dei Conti e le possibili conseguenze di natura giudiziaria non interessano o, quantomeno, si sentono esonerati dal tenerne conto.
Nei giorni scorsi, infatti, il direttore generale della Regione con determina numero 510 del 25 agosto, collegata alla delibera di Giunta regionale numero 473, ha prorogato di due mesi l’incarico all’ingegnere Ferdinando Massarella conferitogli il 30 aprile scorso.
Il tecnico dovrà completare la progettazione relativa al Patto per la sicurezza sottoscritto dalla Regione con le prefetture e con i Comuni più importanti del Molise, tra cui Campobasso.
Al professionista verrà liquidata la somma complessiva di 36.064 euro per un incarico che durerà tre mesi.
Si da il caso,però, che Ferdinando Massarella, oltre ad essere un bravo professionista, è anche consigliere comunale di Campobasso eletto nella lista del Pd, amico di Paolo Frattura e l’incarico gli è stato affidato direttamente, ovvero senza alcuna procedura di evidenza pubblica. Nel silenzio collettivo dei partiti e, forse, con l’imbarazzo del Pd, spicca la dura reazione del Movimento 5Stelle.
A dire il vero, nonostante i pesanti rilievi della Corte dei Conti, non va meglio con le società partecipate e con i costi della politica.
Le aziende di proprietà della Regione, infatti, sono chiuse, con migliaia di lavoratori a spasso, mentre i politici molisani costano alla collettività circa 17 milioni di euro all’anno, 53,5 euro per abitante, che rappresentano quasi il triplo della media nazionale, pari a 23 euro per abitante.
Anche in questa graduatoria il Molise è in coda alla classifica ed il paragone con tante altre Regioni che spendono la metà o un terzo, come Emilia Romagna, Toscana e perfino Puglia e Abruzzo, dovrebbe far arrossire di vergogna i politici nostrani che invece appaiono sempre più fieri del loro portafogli e delle loro malefatte.

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