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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - QD - 28 Agosto 2015

La Uil presenta il decalogo dell’area di crisi. Un metodo per cogliere appieno le opportunità e utilizzare le risorse

Il lavoro sia la priorità assoluta dell’agenda politica. L’emergenza non è risolta, anzi. La Uil lo ribadisce a chiare lettere tornando sul riconoscimento dell’area di crisi. «Una questione su cui è caduto un certo silenzio» ha detto la segretaria regionale del sindacato Tecla Boccardo. Sindacato che ha stilato un decalogo, ispirandosi ai dieci comandamenti, ai loro valori, usandone le parole senza però essere blasfemi, ha precisato. «Un metodo per utilizzare le risorse destinate all’area di Crisi – ha continuato la Boccardo. Scorrendo i dieci punti, essa deve essere un’occasione da non perdere per far ripartire il lavoro, ma attraverso obiettivi chiari e condivisi; non nominarla invano, nel senso che essa non è panacea di tutti i problemi, sui quali non bisogna abbassare la guardia.
Programmare uno sviluppo economico di qualità, ha proseguito la Uil, senza dimenticare riposo, famiglia e combattendo il lavoro nero L’area di crisi deve rappresentare un’opportunità anche per le fasce più deboli. Riportando il comandamento non commettere atti impuri il sindacato ha voluto ribadire un no netto agli inciuci. No alla politica che ricolloca, «in consigli e comitati ben gettonati, presunti esperti, tromboni e trombati – si legge nel documento – profittatori e imprenditori prenditori – così li ha definiti. Questa volta solo scelte di qualificate competenze, di qualità ed equilibrio, di sensibilità sociale e attaccamento al Molise».
Quindi implicito il concetto veicolato dal punto: non rubare. La richiesta, poi, di coinvolgere le parti sociali, amministratori, cittadini, per garantire trasparenza e chiarezza; valorizzare le donne molisane, forza inespressa di una regione in ginocchio, ha detto ancora Boccardo che ha concluso, leggendo l’ultimo punto del decalogo. «Finora si è tamponato con un po’ di ammortizzatori sociali e politiche passive del lavoro, ora è il momento di girare pagina con investimenti pubblici e privati, utilizzo ottimale delle risorse europee, attrazione di imprenditori veri e non avventurieri.
«Se non ci saranno risposte concrete e vere – ha concluso Tecla Boccardo – siamo pronti a protestare, anche con manifestazioni eclatanti».

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