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Attualità - Evidenza - QD - 28 Agosto 2015

Animalisti: “No all’apertura anticipata della caccia”

caccia4di Giovanni Di Tota

Chiediamo al presidente della Regione  e alla Giunta di rinunciare alle delibere dell’ultimo minuto per l’apertura anticipata della caccia, anche per evitare il rischio di ostacolare i ricorsi delle associazioni.

L’ente per la protezione animali, la lega antivivisezione e la lega per la protezione degli uccelli si sono rivolti così ai vertici regionali alla vigilia di decisioni che potrebbero favorire i cacciatori.

Si tratta di un copione già visto – dicono Enpa, Lav e Lipu – che mortifica le istituzioni, espone i funzionari a ogni rischio e priva i cittadini del loro diritto di intervento. In particolare, sostengono le associazioni animaliste, anticipare la data della stagione venatoria avrebbe un forte impatto negativo sulla fauna selvatica. Questa è una fase delicata per molte specie, ancora alle prese con i piccoli, senza dimenticare – hanno evidenziato gli ambientalisti – quel disturbo biologico a tutta la biodiversità che gli spari comportano e che l’Europa considera uno dei fattori più devastanti per i selvatici.

L’apertura anticipata poi, secondo Lipu, Lav e Enpa, costituirebbe “un atto illegittimo, in quanto il Molise è ancora privo di un piano faunistico venatorio aggiornato e vige quello risalente al 1998”.

La legge nazionale sulla caccia, “è chiarissima- proseguono le sigle ambientaliste- quando afferma che anticipare la stagione venatoria può avvenire solo in presenza di un piano faunistico aggiornato e con il parere dell’Ispra, l’Istituto scientifico nazionale di riferimento. Il Molise non dispone né dell’uno né dell’altro.

In una lacuna legislativa che spazia dal piano energetico a quello faunistico, dalla balbettante bozza sulla legge forestale, già contestata dal Wwf, a una politica di gestione dell’acqua già messa all’indice da molti sindaci, è ormai evidente che i tanto sbandierati ambiente e territorio servono solo a spargere fumo. E, spesso, dietro le nebbie, si muovono interessi di altro tipo.

In una piccola regione come il Molise, paesaggio e natura devono rappresentare un punto di forza e di attrazione turistica, non il sentiero su cui far partire colpi di fucile e pallini.

 

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