Il viaggio di Goletta Verde lungo le coste italiane è terminato e ora è tempo di bilanci. Purtroppo le notizie che sono giunte dal laboratorio mobile di Legambiente non sono delle migliori anzi, la situazione è addirittura peggiorata rispetto agli anni passati. Sono tanti gli aspetti che ogni anno l’associazione ambientalista si prefigge di monitorare, dall’abusivismo edilizio all’assalto del paesaggio, fino alla minaccia di inquinamento. Ed è appunto quest’ultimo a destare maggiore preoccupazione perché fra le principali cause del danneggiamento di mare e coste è la cattiva o, in alcuni casi, mancata depurazione degli scarichi fognari. In quasi due mesi di navigazione, il laboratorio di Goletta Verde ha raccolto moltissimi campioni d’acqua destinati alle analisi chimiche, analisi che hanno rivelato la presenza di cariche batteriche nocive sul 45% del mare italiano, vale a dire ogni 62 km di costa circa. Un dato oggettivamente allarmante perché il cattivo stato delle acque salate mette a repentaglio la salute stessa dei bagnanti oltre che quella dell’intero ecosistema. Sono 14 su 120 i punti vietati alla balneazione – stando ai dati di Legambiente – ma spesso, hanno aggiunto gli ambientalisti, il divieto non è segnalato ai bagnanti che si immergono ignari in acque inquinate. Questo aspetto è da collegare ad un altro grave problema che affligge le coste italiane: la dilagante illegalità che si traduce in una media di 40 infrazioni al giorno, due per ogni km di costa. Il Molise non è esente da tutto ciò come dimostra la classifica stilata da Legambiente che vede la nostra regione al terzo posto per le infrazioni per km, preceduta solo dalla Puglia e dalla Campania. Le zone più a rischio, neanche a dirlo, sono le foci dei fiumi e dei canali dove – denunciano da Legambiente – la depurazione è critica e i controlli pressoché inesistenti. La cementificazione costiera è, poi, un altro dato allarmante nella regione che negli ultimi 25 anni ha perso ben 17 km di litorale invasi da nuove costruzioni residenziali, in barba ai progetti di uno sviluppo turistico sostenibile e rispettoso dell’ambiente. A ciò si aggiungono le minacce delle compagnie petrolifere pronte a nuove trivellazioni a largo di Termoli, una decisione condivisa dal governo tanto da portare la stessa Legambiente alla decisione di assegnare al premier Renzi la bandiera nera «per la deriva petrolifera che ha assunto il suo governo», hanno detto gli ambientalisti. La situazione è dunque drammatica anche in una regione come il Molise che, con i suoi 35 km di costa, potrebbe ambire a ben altri vertici di classifica.

silvia valente

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