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Attualità - Evidenza - QD - 23 Agosto 2015

Da Montorio nei Frentani parte la riscossa dei comuni ‘polvere’. L’ambasciatore Magliano punta sulla sostenibilità del territorio

  
Il contributo di una famiglia alla storia del paese e un’identità chesi consolida attraverso iniziative culturali. I ‘Magliano nella terra di Montorio’ è stato il tema della giornata che ha richiamato in paese autorità, studiosi ed esperti per ripercorrere le origini e condividere le esperienze che il tempo non ha scalfito.

A Montorio nei Frentani, come ospite d’onore, è tornato l’ambasciatore d’Italia in Francia, Giandomenico Magliano.

Una visita significativa, iniziata nella collegiata di Santa Maria Assunta, la chiesa che ha ‘prestato’ la pala d’altare dell’Annunciazione all’Expo di Milano.

“L’esposizione di un’opera emblematica del Molise a una manifestazione così importante – ha osservato l’ambasciatore Magliano – dimostra che piccole comunità possono avere grandissime espressioni culturali, civili e quindi continuare nei secoli ad affermarsi. Possono e devono continuare a vivere perché se parliamo di sostenibilità, oggi termine di moda, la sostenibilità parte dal territorio e dalla storia che rimane forte. Per me – ha aggiunto Magliano – questa giornata rappresenta un momento di ritorno alle radici e quindi è con emozione che sempre vivo questi importanti momenti”.

Il programma della giornata ha previsto il ripristino del capostrada via Barone Francesco Magliano, l’intitolazione di via Don Girolamo Magliano e la riapertura di palazzo Magliano, donato dalla famiglia al Comune e ristrutturato con il Gal Innova Plus di Larino. E ancora, la visita alla collezione ornitologica Carfagnini.

Entusiasta il sindaco Nino Ponte che ha ribadito l’impegno in un paese dove non mancano le iniziative ma bisogna considerare un aspetto importante: “E’ l’attenzione della politica che dovrebbe essere più marcata. Si fanno leggi per i piccoli comuni però si parte dai cinquemila abitanti e questo è l’errore di partenza, bisogna invece cominciare dai comuni cosiddetti ‘polvere’ dove i cittadini sono chiamati ‘anime’ e non abitanti e quindi sono i paesi sotto i mille abitanti se vogliamo salvare la storia di questa nostra regione in quanto abbiamo ben settantasei comuni sotto i mille abitanti e iniziamo quasi ad avere paura”.

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