manzo-e-federicoAncora pochi giorni poi assisteremo alla giostra delle poltrone comandata dal centrosinistra di Frattura e dalla finta opposizione di centrodestra, sempre molto accomodante quando si tratta di spartire il bottino di cariche e incarichi. In ballo ci sono almeno una quindicina di poltrone, tra presidenza del consiglio, assessorati, ufficio di presidenza del consiglio, presidenze e posti in commissione. All’asciutto, senza niente, resteranno solo in quattro, probabilmente quelli senza santi in paradiso, ma parliamo di gente che comunque incassa dodicimila euro al mese da consigliere regionale. Quello che un precario incassa in un anno.
Ma questa volta, oltre a fronteggiare i mal di pancia e i malcontenti di chi resterà a bocca asciutta, centrosinistra e centrodestra, come sui vitalizi, si troveranno di fronte il Movimento cinque stelle che promette battaglia sui diritti negati.
In particolare la mancanza di controlli per i rifiuti e l’assenza della normativa sul referendum regionale.
“Li aspettiamo al varco, dicono i Cinque Stelle, con la speranza che all’interno delle solite manovre di potere si possa dar luce a un dibattito su due proposte di legge importanti come referendum e anagrafe dei rifiuti. Nel dicembre 2014, il Movimento 5 Stelle ha presentato una sua proposta di legge regionale. In Molise non esiste, come in altre regioni, un vero e proprio catasto dei rifiuti, un registro consultabile e aggiornato, che renda più agevole il controllo dei cittadini sul flusso di investimenti relativi all’immondizia. La proposta ha uno scopo preciso: registrare i dati e le informazioni dell’intera filiera della gestione dei rifiuti, con particolare attenzione a impianti di incenerimento, discariche e questioni economiche annesse. Prevista anche la mappatura delle strutture, con relativa pubblicazione di info circa collocazione, proprietà, autorizzazioni, numero dei controlli effettuati. Analogo accorgimento per le discariche, con indicazione di numero, ubicazione, proprietà, capacità autorizzata e residua”.
Era addirittura il settembre 2013, invece, quando il Movimento ha presentato una delle prime proposte di legge dal titolo “Disciplina dei referendum regionali previsti dallo Statuto”. L’istituto del referendum regionale è disciplinato dallo Statuto ma, in assenza di una legge attuativa, non è possibile indire le consultazioni, negando di fatto la partecipazione popolare pur prevista. La proposta, quindi, vuole stabilire le modalità per dare corpo alle forme di consultazione popolare, per promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini all’amministrazione della Regione. In proposito il Molise rappresenta un’anomalia nel contesto nazionale, fatto di amministrazioni regionali che si sono dotate da tempo degli strumenti che garantisca ai cittadini il diritto alla partecipazione a mezzo referendum; diritto negato ai molisani da oltre cinquanta anni.
Dunque, anagrafe rifiuti e legge su referendum. Per i Cinque Stelle Si tratta di strumenti di democrazia.

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