Una città legata alla tradizione marinara e tante famiglie che durantetutto l’anno lavorano con grandi sacrifici affidandosi al loro

patrono. San Basso, protettore di Termoli e dell’intera Diocesi, è un punto di riferimento, il cuore dell’identità di un luogo e di chi ci vive.

Fede, religiosità popolare e folclore tra vecchie e nuove generazioni. La processione in mare rappresenta l’apice di un anno intenso, fatto

di impegno, speranza e consapevolezza. Quest’anno per la prima volta al motopeschereccio Pegasus, dell’armatore Tonino D’Ippolito, è toccato l’onore di portare la statua San Basso.

Dal porto il suggestivo corteo ha raggiunto il largo dove il vescovo Gianfranco De Luca ha recitato una preghiera prima del lancio della

corona dedicata a tutti i caduti del mare. Nel 2015 ricade anche il quinquiennio che vede le reliquie ossee del Santo Patrono esposte ai fedeli per la preghiera. Dalla Cattedrale la teca di cristallo verrà portata anche in processione lungo le vie

cittadine.

Quest’anno sui pescherecci anche un messaggio ambientalista: un ‘no’ fermo alle trivellazioni in Adriatico ribadito nelle bandiere e negli

striscioni. Riflessioni e non solo: gruppi di giovani e tanti amici pronti a condividere una festa collettiva che dai pescherecci si sposta

altrove. Negli occhi di Matteo e Francesco, i figli dell’armatore, e dei loro amici l’emozione della prima volta e il vanto di salire sulla barca

che ha portato San Basso.

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