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Un’infanzia segnata da una tragedia che non si può spiegare. Aveva sette anni quando il padre adottivo, Antonio Scalabrino, uccise con due colpi di fucile al petto la mamma, Marisa De Benedittis. Lei non avrebbe assistito direttamente alla scena ma sarebbe accorsa subito dopo aver sentito gli spari. Era il 16 ottobre del 2008.

Un dramma che non ha mai smesso di passarle davanti agli occhi, nonostante una nuova vita e la vacanza che stava trascorrendo a San Salvo marina.

Trattata come una perla” dai parenti che si erano presi cura di lei, come ha raccontato una donna che conosceva la famiglia, ancora sotto shock.

La vita della ragazza è finita a 14 anni sul piazzale di un palazzo della località di villeggiatura. Un volo di quasi quindici metri dal balcone del condominio. E’ successo venerdì sera.

Trasferita in condizioni disperate all’ospedale San Pio di Vasto, dopo qualche ora è morta. L’impatto a terra non le ha lasciato scampo. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di San Salvo per i rilievi e gli accertamenti.

Lei non ha lasciato un biglietto ma dai primi riscontri effettuati dagli investigatori l’ipotesi di un gesto volontario per il quale non si conoscono con certezza i motivi appare quella più credibile.

Un dolore che si aggiunge ad altro dolore, tra sconcerto e incredulità di chi conosceva e conosce una famiglia stimata e rispettata da tutti a Campobasso. La città in queste ore ha rivissuto quell’inspiegabile momento di follia che aveva indotto Antonio Scalabrino a puntare il fucile contro il petto di Maria e a premere il grilletto. Lui sta scontando la pena definitiva che gli è stata inflitta dalla giustizia italiana. Oggi un nuovo durissimo colpo fa di nuovo sanguinare una ferita che non si è mai rimarginata.

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