masterdi GIOVANNI MINICOZZI

Procede, seppur a rilento, e con qualche ombra di sospetto, il concorso per la selezione di una proposta progettuale di idee finalizzata alla realizzazione della sede della Regione sull’area dell’ex stadio Romagnoli di Campobasso.
La prima tappa si è conclusa con la graduatoria provvisoria dei partecipanti al concorso, selezionati da una commissione composta da cinque esperti e precisamente:
Giocondo Vacca, responsabile del procedimento e presidente, Massimo Pillarella, già socio di Paolo Frattura e capo Area, Nicola Carovillano componente, Ivana Mustillo, componente e Claudia Angiolini.
A dire il vero il bando prevedeva una commissione composta da tre esponenti ma successivamente, e precisamente il 3 febbraio scorso, con determina dirigenziale numero 7 fatta dal responsabile del procedimento, veniva integrata di altre due unità.
Secondo il proponente, ciò si è reso necessario per l’elevato numero di proposte pervenute.
Per altro, l’Ordine degli architetti aveva subito contestato la composizione della Commissione chiedendo a Paolo Frattura di nominare persone che potessero vantare esperienze riconosciute da tutti i concorrenti, garantendo comunque la presenza della stazione appaltante.
«Quelli nominati sono validissimi professionisti della macchina amministrativa ma forse serve altro per ben giudicare i prodotti di quanti quotidianamente svolgono il mestiere di progettista – aveva sentenziato il presidente dell’Ordine Guido Puchetti che così concludeva – Ci dispiace presidente Frattura ma un’altra occasione è stata persa per fare la differenza».
In effetti, al giro di boa della graduatoria provvisoria, su 83 partecipanti, tutti professionisti qualificatissimi distribuiti sul territorio nazionale e non solo, si è piazzato al primo posto con 75 punti e mezzo l’architetto Nicola Guglielmi che in passato ha progettato diverse opere insieme all’architetto Paolo Frattura tra le quali il complesso residenziale «Città nella città» nel centro di Campobasso.
Proprio in relazione a questa progettazione entrambi gli architetti ebbero grane giudiziarie poi archiviate per prescrizione prima ancora di arrivare davanti al giudice delle udienze preliminari.
Secondo indiscrezioni, insieme all’architetto Guglielmi avrebbero partecipato una quarantina di professionisti nella elaborazione del progetto che ha vinto la gara.
Al secondo posto, distaccato di due punti, si è collocato lo studio milanese Ottavio Di Blasi & Partners riconducibile al famoso architetto Renzo Piano con il quale De Blasi, del quale è l’erede designato e con il quale ha lavorato per dieci anni ed ancora oggi risulta essere a lui collegato.
Una vicenda dunque poco chiara che potrebbe nascondere l’ennesimo conflitto d’interesse e potenziali intrecci tra affari e politica. Una vicenda sulla quale, secondo indiscrezioni, alcuni esponenti dell’opposizione in Consiglio regionale avrebbero chiesto l’accesso agli atti per verificare regolarità e trasparenza del procedimento.

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