di ANNA MARIA DI MATTEO
Per anni è stato abbandonato, lasciato nell’incuria e spesso chiuso ai visitatori. Parliamo del castello Monforte, simbolo di Campobasso al quale, però, in passato, non è stato attribuito il giusto valore storico e culturale.
L’amministrazione Battista ha deciso di investire, dal punto di vista turistico, sull’antico maniero, affidandone la gestione ad un raggruppamento temporaneo d’imprese, di cui fanno parte diversi enti, tra cui lo Ial Molise e la cooperativa sociale Laboratorio aperto. L’affidamento in seguito all’aggiudicazione della gara ad evidenza pubblica bandita dal Comune.
E proprio sulle procedure seguite dall’amministrazione comunale è nata la polemica, sollevata dall’Associazione Centro Storico che lamenta la scarsa trasparenza sulla gara.
«Non esiste alcun atto amministrativo che giustifichi questa manovra – ha denunciato – Perché il sindaco concede in gestione il monumento più importante di Campobasso alla chetichella? Eppure – ha aggiunto – il sindaco sarebbe tenuto ad agire rispettando tutte le regole amministrative tra cui, appunto la pubblicizzazione degli atti deliberativi. In questo caso non c’è traccia e sarebbe opportuno che i cittadini fossero messi al corrente del progetto avviato dal Comune», ha concluso l’associazione Centro storico, in aperta polemica con l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Battista. Che sull’argomento ha preferito non intervenire. Lo ha fatto, invece, la cooperativa sociale Laboratorio Aperto, che si è sentita direttamente tirata in ballo. «L’affidamento delle gestione della struttura è stato oggetto di un avviso di gara e dunque non si tratta di una procedura diretta o alla chetichella – ha precisato – Fummo noi, che nella fase di progettazione incontrammo un rappresentante dell’associazione Centro storico per chiedere la disponibilità a partecipare. Ma declinò il nostro invito. Siamo impegnati solo dal primo luglio a realizzare una idea progettuale che prevede tre marco aree. i servizi gestionali ed operativi, l’assistenza e promozione turistica e i servizi ricreativi e di animazione», ha concluso la cooperativa sociale, convinta del fatto che il castello Monforte non possa essere solo il luogo del ricordo , ma debba diventare simbolo di rilancio e promozione turistica della città.



