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mercoledì, Febbraio 28, 2024

Formazione professionale, il settore in coma irreversibile. E Petraroia tace

AperturaFormazione professionale, il settore in coma irreversibile. E Petraroia tace

di GIOVANNI DI TOTA

L’elettroencefalogramma è ormai piatto e il destino della formazione professionale appare segnato e irreversibile.
Gli ultimi segnali di vita portano la data dell’8 aprile del 2014, quando la Regione Molise ha autorizzato lo svolgimento degli ultimi corsi liberi.
Da quel momento in poi, con il settore attaccato al respiratore artificiale, l’unica attività registrata nelle stanze dell’assessorato è stata quella di uno scaricabarile tra i dirigenti degli uffici e l’assessore responsabile. Aggettivo che, in questa fase, suona come un ossimoro, perché di responsabilità in un momento così ce ne vorrebbe a quintali, ma invece a guardarsi in giro sembra diventata una merce introvabile.
Michele Petraroia, il 13 febbraio spiega che l’istruttoria per far partire i corsi è in fase di completamento, ma un mese prima era stato informato dal dirigente del servizio che le operazioni per esaminare i progetti formativi erano in fase di conclusione.
Lo stesso Petraroia, ad aprile, aveva sollecitato il completamento dell’istruttoria ai suoi funzionari. Ma da quel momento in poi sulla pratica è calato il silenzio. Colpa del Califfo, delle tensioni internazionali e della crisi della Grecia, era stato spiegato qualche settimana fa. Anche perché, forse per la delega alla vice presidenza della Regione, o per quella al lavoro che non c’è e che si sta perdendo, l’assessore Petraroia nelle ultime ore ha seguito con la massima attenzione le vicende legate al piano di rientro dal debito. Ma non quello della Regione Molise e della sanità, poco accattivante e meno impegnativo. Le attenzioni dell’assessore di Campodipietra si sono concentrate su Atene, piazza Syntagma e ciò che facevano Tsipras e Angela Markel, ma senza perdere di vista le decisioni di Draghi e di Cristhine Lagarde. Ma intanto, a pochi chilometri dal suo assessorato, tra gli altri, il presidente regionale della Federazione autonoma degli imprenditori e liberi professionisti del Molise, si domandava il motivo per il quale Petraroia, l’assessorato, i funzionari e tutto l’apparato politico, burocratico e amministrativo tacciono sul futuro della formazione professionale.
Si mettano in fila, le centinaia di persone che campano di questo lavoro, davanti agli sportelli delle banche. Una bandiera a strisce biancocelesti e qualche lacrima. Sarà che così lo capiscono che, come in Grecia, in Molise c’è gente con l’acqua alla gola che rischia di finire con il sedere a terra. Con i responsabili, facili facili da individuare.

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