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Apertura - Attualità - Evidenza - QD - 13 Luglio 2015

Morire a 28 anni, malasanità o solo il tragico destino di una disabile? La procura di Isernia dispone l’autopsia

Morire a 28 anni: malasanità o solo un tragico destino?
Sarà l’autopsia, disposta per domani mattina dal procuratore Albano e dal sostituto Scioli, che dirà tutta la verità su una sconcertante vicenda.
Si tratta della morte al Ferdinando Veneziale di una disabile di 28 anni di Isernia, deceduta probabilmente per setticemia, un’infezione gravissima, contratta in un tragico andirivieni tra l’ospedale e la sua abitazione, dove viveva con la famiglia in condizioni di degrado, per le infiltrazioni di acqua e umidità, già segnalate più volte allo Iacp e al comune di Isernia.
La storia l’hanno raccontata i parenti della disabile agli uomini della Questura di Isernia: la ragazza, un mese e mezzo, fa iniziò ad avvertire forti disturbi causati da un’infezione, forse una broncopolmonite. Ricoverata al Ferdinando Veneziale – stando sempre alla denuncia presentata dai parenti – sarebbe stata curata con una forte terapia antibiotica che, insieme alla malattia, le avrebbe causato come conseguenza anche una perdita dell’appetito. Per farle assumere il cibo, essenziale alla sopravvivenza, le sarebbe stato impiantato un sacchetto esterno per la nutrizione parentelare.
Dopo un parziale miglioramento delle sue condizioni e una prima dimissione dall’ospedale, la ragazza venne colpita per la seconda volta da una forte febbre e nuovamente ricoverata al Veneziale, dove sarebbe anche stata sottoposta a intervento chirurgico, probabilmente per la rimozione del sacchetto.
Infatti, è noto che le alimentazioni parentelari spesso provocano sepsi e infezioni. Ma come raccontano i familiari, dopo l’intervento, tecnicamente riuscito, la ventottenne non si è più ripresa, decedendo nella giornata di ieri tra le braccia della madre disperata.
Ora i parenti chiedono la verità e vogliono sapere dalla magistratura se la povera disabile sia morta per un tragico e irrimediabile destino o per eventuali errori medici.
Sta tutto nelle mani del sostituto Scioli che, dopo aver esaminato le risultanze dell’autopsia, deciderà se procedere per malasanità, iscrivendo i responsabili sul registro degli indagati, oppure optare per la mancanza di dolo e quindi per la morte naturale.
Ma già il fatto che si sia proceduto con l’autopsia, indica che la procura, rispondendo al disperato appello dei familiari, vuol chiarire ogni dettaglio della tragica vicenda.

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