Potrebbe essere finalmente scritta la parola fine sulla storia infinita della sorgente contesa a Castelpizzuto. Durante l’ultima udienza al Tar Molise, alla presenza delle parti, l’Avvocatura dello Stato ha proposto una soluzione che sembra accontentare tutti: la Castellina potrà andare avanti con la propria attività di imbottigliamento, mentre il Comune potrà riallacciare il suo acquedotto alla stessa sorgente. Dopo un mese e mezzo di disagi, dunque, l’emergenza dovrebbe rientrare e le autobotti dei Vigili del fuoco – che finora hanno rifornito il paese di acqua – dovrebbero diventare solo un lontano ricordo per i cittadini, esasperati da una situazione ormai insostenibile: «Con saggezza l’Avvocatura di Stato – ha riferito l’avvocato Umberto Colalillo – ha fatto una proposta che garantisce sia le esigenze idriche della popolazione di Castelpizzuto (che devono essere pienamente soddisfatte come principio costituzionale), sia dell’azienda come garanzia dell’attività produttiva. È stata proposta una soluzione di ordine tecnico e tutte le parti hanno aderito. L’avvocatura si è impegnata nel giro di pochissimo tempo di tradurre questo in un provvedimento. In loco la Castellina, con i suoi tecnici, alla presenza del Comune, a salvaguardia della propria posizione istituzionale, riposizionerà il tubo».

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