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sabato, Aprile 4, 2026

Gam, Zuccherificio e precari della Protezione civile: fuoco incrociato sulla casta

AperturaGam, Zuccherificio e precari della Protezione civile: fuoco incrociato sulla casta

di GIOVANNI MINICOZZI

La prossima seduta del Consiglio regionale prevista per martedì si preannuncia incandescente, sia sul versante politico sia su quello sociale.
La maggioranza di centrosinistra, o almeno una parte di essa, non ha ingoiato il rospo del mutuo di 257 milioni di euro prima negato da Paolo Frattura e poi deciso unilateralmente dalla Giunta regionale per pagare i debiti della sanità.
Altro argomento non gradito è riferibile alla chiusura, di fatto, di alcuni ospedali minori smantellati frettolosamente e per di più senza aver programmato alcun riordino del sistema sanitario.
Per altro, alla luce della recente sentenza emessa dal Tar Molise che ha dato ragione ai comitati, si dovranno ripristinare i reparti cancellati al santissimo Rosario di Venafro e forse al Vietri di Larino. La mannaia, invece, arriverà entro l’anno con l’applicazione delle norme attuative del decreto Balduzzi. Nessuno lo ammette ma le sempre più evidenti frizioni nel centrosinistra sono dovute anche all’annunciato rimpasto della Giunta e all’elezione del presidente del Consiglio che avverrà a metà mandato, ovvero agli inizi di ottobre.
L’altro tema ancora più scottante che affronterà il Consiglio regionale è quello del lavoro ed in particolare delle società partecipate, Gam e Zuccherificio in primis. Due aziende portate al fallimento dall’inerzia di questo governo regionale che pure aveva promesso mare e monti in campagna elettorale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: patrimonio pubblico di milioni di euro azzerato, centinaia e centinaia di lavoratori portati allo stremo e alla disperazione. Costoro non si fidano più delle promesse e chiedono impegni precisi e concreti per rilanciare le due filiere che un tempo erano il vanto e la ricchezza del Molise.
Martedì torneranno a palazzo Moffa e c’è da scommettere che il clima sarà incandescente.
Già, perché la situazione è diventata esplosiva e non sono da escludere tensioni sociali che potrebbero minare la proverbiale tranquillità dei molisani, storicamente predisposti a soffrire in silenzio. Ora invece il vaso è stracolmo e tutto può accadere.
A palazzo Moffa martedì ci sarà anche una delegazione dei precari della protezione civile, mandati a casa e costretti ad attendere le sentenze del Tar e del tribunale ordinario per avere giustizia. Anche loro hanno superato il limite della sopportazione, soprattutto dopo aver scoperto le inspiegabili transazioni fatte dalla Regione con la precaria Micaela Fanelli e dalla protezione civile con Maria Teresa Lembo, sorella di Giuditta, un tempo fedelissima di Michele Iorio ed oggi sostenitrice di Paolo Frattura e Salvatore Ciocca.
Ma questa è una storia strana che racconteremo nei prossimi giorni, carte alla mano.

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