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mercoledì, Luglio 17, 2024

Zuccherificio, le Rsu durissime contro politica e srl: “Solo proclami, folclore e bugie”

AperturaZuccherificio, le Rsu durissime contro politica e srl: "Solo proclami, folclore e bugie"

Una minicampagna da fare solo a ottobre non in fabbrica ma con un minizuccherificio e solo con una decina di addetti aspettando la settima asta in programma il prossimo 4 agosto. Il futuro sempre più incerto dell’impianto non convince i rappresentanti dei lavoratori, tutti ancora in cassa integrazione. In una nota le rsu di Cgil, Cisl e Uil di settore si scagliano contro la Regione e la politica nel suo insieme chiamando in causa anche la srl.
”Dopo mesi di proclami, folclore e bugie – osservano i dipendenti – eccoci al dunque. Per anni la politica essendo noi aziende partecipate ha usato il sistema per attingere voti non ultime le elezioni del 2013. Da allora in poi – osservano le rsu – hanno sancito il declino del sistema agroalimentare molisano, e mentre proclamavano in campagna elettorale che era l’era del Molise di tutti preparavano la frittata quasi a tutti. Per lo Zuccherificio è la prima volta che si ferma la filiera dopo 44 anni e questo è semplicemente vergognoso”.
Secondo le rsu ”invece di ricercare implementazioni alla produzione di zucchero per continuare a produrre, qualcuno ha preferito fermare tutto solo con la vaga speranza di conservare le quote. Il vero valore della nostra azienda sono i bieticoltori e i lavoratori che negli anni hanno perso soldi, rispetto e speranze per il futuro, si dà valore alle persone – scrivono le rsu – solo quando si deve andare a votare”.
A pagare il conto sono i lavoratori che ora si chiedono dove sono finite le promesse fatte il 14 maggio al ministero dell’Agricoltura, dove sono le mastodontiche promesse fatte in assemblea il 27 maggio davanti a cento padri di famiglia, forse – osservano le rsu – non si è avuto tempo per leggere la sentenza di fallimento datata 21 maggio ma i proclami e le garanzie di microcampagna fatta con persone e fabbrica sono continuati”. Ora regna il silenzio e – concludono i rappresentanti dei lavoratori – noi non ci fermeremo, a breve torneremo davanti al ministero per chiedere il rispetto degli accordi, ricordiamo che siamo padri di famiglia e non politici senza scrupoli”.

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