Quando ha capito che non erano clienti ma poliziotti si è buttata nell’auto chiedendo aiuto. In quel momento ha capito che era salva. Un incubo durato una settimana per una ragazza bulgara di 31 anni. Da quando era arrivata in Italia con la promessa di lavorare in un’azienda agricola di Pescara. Il lavoro invece era sulla strada. Il suo sfruttatore ora è stato arrestato e altre tre persone sono state denunciate. Si tratta di un ragazzo di 27 anni di San Severo con precedenti per furti e rapine. Il suo fermo è stato convalidato dal Gip Cappitelli per induzione e sfruttamento della prostituzione e porto ingiustificato di arma da taglio. Un coltello con cui minacciava la ragazza: “Faccio del male a te e alla tua famiglia se non fai quello che ti dico”. Così la terrorizzava. La giovane contatta via Facebook per un lavoro dalla compagna del 27enne, anche lei bulgara, è arrivata in Italia insieme a un connazionale. Ha lasciato il marito e i figli pensando di poter trovare un lavoro migliore. Qui invece ha trovato violenza e sfruttamento. La prima notte in un albergo di Termoli insieme ai suoi aguzzini e poi in una casa in campagna presa in affitto a Guglionesi, dove restava chiusa a chiave quando non era sulla strada a lavorare. Veniva lasciata sulla statale 16 al confine tra Molise e Puglia, in territorio di Campomarino la mattina. La sera il magnaccia tornava a prenderla. Metteva in tasca tutti i soldi e la riportava a casa. Circa 300 euro il guadagno giornaliero, dai 10 ai 30 euro a incontro a seconda delle prestazioni. Venerdi pomeriggio, per lei, la liberazione. La donna una volta entrata nell’auto civetta della polizia è stata portata in commissariato. Qui con l’aiuto di un interprete ha raccontato la sua drammatica storia e ha denunciato i suoi aguzzini. Per poter arrestare però lo sfruttatore la ragazza è stata riportata sulla statale e gli agenti appostati hanno atteso che l’uomo tornasse a prenderla. Al suo arrivo tra i due è scoppiato un litigio, probabilmente per la lunga assenza della donna. E subito dopo la consegna dei soldi gli agenti hanno bloccato la vettura e arrestato il 27enne. In auto aveva altri 600 euro, probabilmente provento di altre attività illecite. L’operazione condotta dalla squadra mobile e dal commissariato di Termoli ora guidato da Raffaele Iasi è stata possibile grazie a un incremento dei controlli.

Tra qualche giorno, stando al racconto della giovane donna, sarebbero dovute arrivare altre ragazze. Le indagini ora si allargano alla possibile organizzazione messa in piedi per sfruttare giovani ragazze dell’Est. Denunciato il bulgaro che l’aveva accompagnata in Italia e che ora è irreperibile e altre due persone per favoreggiamento. Si tratta di due uomini che si sono presentati a Guglionesi per chiedere la restituzione della caparra per la casa presa in affitto. La 31enne ora è in una struttura protetta a carico dei servizi sociali del Comune di Termoli. Ma ha chiesto di tornare a casa dalla sua famiglia.

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