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Attualità - Evidenza - QD - Senza categoria - 29 Giugno 2015

Isernia, la nomina di due esterni rischia di far ‘saltare’ il sindaco Brasiello

Pronta a saltare come una pentola a pressione che ha raggiunto il livello di guardia.
Si tratta dell’amministrazione Brasiello che superata abbastanza agevolmente la boa dei due anni, sta incontrando in questi giorni di inizio estate le difficoltà più serie e forse insormontabili.
I fatti conosciuti da tutti sono della nomina – a sorpresa – di due assessori esterni. Brasiello l’ha giustificata parlando di due professionisti competenti e capaci, espressione di famiglie storiche e rappresentative dell’identità cittadina.
Magari il sindaco poteva risparmiarsi qualche aggettivo, perchè, subito dopo è stato accusato di classismo. Ovvero, mancanza di rispetto istituzionale per i tanti consiglieri comunali, magari con cognomi e casate meno illustri, che però gli avevano portato in dote quei voti necessari ad essere eletto.
Ma casate e casati a parte, ricordandoci che siamo nel 2015, qualcuno, sia in maggioranza che in minoranza, ha fatto anche notare a Brasiello che mentre uno dei due, Ferdinando Veneziale, era chiaramente espressione della sinistra, così non era per il secondo assessore, Gaia Di Nezza, sorella di quel Mario, più volte sollecitato dal Centrodestra ad accettare la candidatura a sindaco di Isernia. Insomma, una scelta politicamente inspiegabile perchè espressione del fronte opposto a quello di un sindaco, Brasiello, vincitore delle Primarie del Pd e alla guida di una coalizione di Centrodestra.
Per questo, domani, in un consiglio comunale che si preannuncia caldissimo, ne vedremo e ne sentiremo sicuramente delle belle. Non escludendo che, tra i tanti interventi in programma, non ce ne siano anche di stampo poco politico e molto giudiziario.
Infatti, voci sempre più insistenti parlano di rappresentanti delle Forze dell’Ordine di casa a Palazzo San Francesco per indagini e acquisizione di atti relativi a un paio di inchieste abbastanza scottanti. Una su un appalto comunale di grossa portata, l’altra su un presunto caso di mobbing a danno di un funzionario.
Voci, fumo, ma tanto fumo, segno che nel forno l’arrosto c’è ed è pronto ad essere servito.

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