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Attualità - Evidenza - QD - 25 Giugno 2015

Allargamento della giunta comunale di Isernia: tutti contro Brasiello. Sel e Psi abbandonano la maggioranza

L’allargamento della giunta comunale di Isernia ha prima colto tutti di sorpresa, poi ha scatenato la rabbia. La decisione del sindaco Luigi Brasiello di nominare assessori Ferdinando Veneziale e Gaia Di Nezza senza mettere al corrente giunta, consiglieri e partiti, per ora ha ottenuto l’unico effetto di compattare la maggioranza contro il primo cittadino. Non vengono contestate le persone, ma il metodo con cui si è arrivati alla decisione. Il primo sentore si è avuto durante l’ultima riunione dell’esecutivo: è saltata perché quattro assessori su cinque non si sono presentati. Difficile che si tratti di un caso.  Ed è improbabile che la novità appresa quasi per caso dal web abbia entusiasmato Domenico Di Baggio (Polo di centro) e Bice Antonelli (Sinistra ecologia e libertà-Psi): stando agli accordi preelettorali quei posti tenuti fino ad oggi in ghiacciaia spettavano a loro. Non a caso, al termine di una riunione tra la Antonelli e i segretari regionali e provinciali di Sel e Psi, è stato diramato un comunicato stampa con il quale i due partiti annunciano l’addio alla maggioranza: «Appresa la notizia della nomina  di due nuovi assessori al Comune di Isernia – si legge nella nota – riteniamo doveroso chiarire la nostra posizione, soprattutto per rispetto nei confronti degli oltre 600 elettori che ci hanno dato il consenso in occasione delle ultime elezioni amministrative. Come già dichiarato in più occasioni, il gruppo politico Sel-Psi, rappresentato in Consiglio Comunale dall’avvocato  Bice Antonelli, ha più volte sollecitato maggiore coinvolgimento nelle decisioni e maggiore incisività amministrativa, non rivendicando già da tempo nessun posto al sole, ma una più forte coesione gestionale della macchina amministrativa, attraverso scelte ragionate, condivise e chiare sia nel metodo che nel merito. Come già dichiarato in occasione della seduta per la discussione sul Bilancio, senza una vera programmazione politica per la città,  non è possibile raggiungere gli obiettivi utili a garantire soluzioni e benessere per le cittadine ed i cittadini di Isernia. La designazione di due nuovi assessori, persone verso le quali nulla abbiamo da contestare, non è  però scelta condivisa con nessuno, né con i partiti, né con i consiglieri ed è dunque  un atto gravissimo verso le forze politiche e gli eletti, che rappresentano  sempre e comunque i cittadini. L’intensa azione amministrativa dell’Avvocato Bice Antonelli, rappresentante del gruppo Sel-Psi in Consiglio Comunale, da sola non può garantire i risultati per i quali, assieme alla coalizione, ci siamo candidati al governo della città. È ormai evidente che l’impegno profuso da Sel-Psi prima in campagna elettorale e poi nell’azione amministrativa, non è meritevole di considerazione alcuna, nemmeno su scelte così importanti. Riteniamo pertanto necessario prendere le distanze politiche da questa amministrazione, sentendoci fin da subito, liberi da vincoli di maggioranza, per il bene della comunità che vogliamo rappresentare». Almeno per ora non ci sono state altre reazioni eclatanti. Il presidente del consigilio Franco Capone ha dribblato la domanda dicendo di non saperne nulla, poiché rientrato solo oggi a Isernia; mentre  l’assessore Roberto Di Baggio ha risposto parlando dei preparativi in corso per la fiera delle cipolle. Edmondo Angelaccio, invece, ha definito tutta la vicenda una  «barzelletta». A suo avviso in consiglio già c’erano le professionalità giuste per affrontare i problemi della città: «Brasiello ha cambiato le regole a partita già iniziata – ha detto ancora il consigliere del Partito democratico – e per questo è bene che si sappia che da oggi le cose cambiano». Qualcosa potrebbe accadere già martedì quando tornerà a riunirsi il consiglio comunale. Ma l’ostacolo più serio Brasiello se lo troverà di fronte a fine luglio, quando bisognerà approvare il bilancio: il voto favorevole – ha fatto sapere il consigliere Domenico Di Baggio – non è affato garantito. Il sindaco ha un mese di tempo per ricucire lo strappo causato da una scelta che non sembra essere farina del suo sacco.

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