Home Attualità “O pago le tasse o faccio la spesa”. Lettera aperta di un cittadino di Isernia al Sindaco Brasiello
Attualità - Editoriali - Idee e opinioni - Politica - QD - 22 Giugno 2015

“O pago le tasse o faccio la spesa”. Lettera aperta di un cittadino di Isernia al Sindaco Brasiello

di Antonio Saccomanno

“O pago le tasse o faccio la spesa”. Lettera aperta di un cittadino di Isernia al Sindaco Brasiello sull’aumento delle aliquote al massimo di TARI e TASI in città.Redazione 18 giugno 2015 “O pago le tasse o faccio la spesa”. Lettera aperta di un cittadino di Isernia al Sindaco Brasiello sull’aumento delle aliquote al massimo di TARI e TASI in città.2015-06-18T19:00:51+00:00 Attualità

Spesso il termometro della popolazione residente, non viene considerato, o emarginato da chi amministra, oppure non viene affrontato con le giuste misure. In questo caso ad Isernia con le centinaia di disoccupati e cassaintegrati delle aziende fallite, non doveva esserci l’aumento delle tasse al massimo delle aliquote. Attraverso i social network, cogliamo un’esternazione di un cittadino pentro che come tanti ha perso il lavoro e non ha nemmeno diritto alla Cassa integrazione, egli esterna tutto il suo disappunto sulle gabelle al massimo storico e chiama in causa il sindaco affinchè si pronunci sulle sue affermazioni. Fa’ riflettere: “o pago le tasse o faccio la spesa”. brasiello big1 “Caro Sindaco Brasiello, per Lei e la sua Giunta è stato molto comodo deliberare, certo, ma non vi siete posti il problema se i cittadini potranno pagare le tasse! E’ vero che le tasse vanno pagate, ma non in questo modo, dove accorpare saldo 2014 e acconto 2015 tutte in una giornata è assurdo. Lei avrà pensato alla grande, credendo che i cittadini hanno il pozzo dove attingere denaro, dove viviamo di rendite milionarie e ci possiamo permettere di strafare. Per questo motivo avete portato al massimo le aliquote, ma la realtà è ben altra. Lei ha ragione, visto che chi ha legiferato in parlamento, in barba alla Costituzione e all’Art. 53 che recita: ”tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Come si fa’ a non tener conto delle condizioni economiche dei cittadini? Isernia ha un esercito di disoccupati, il mese è di 30 giorni, con queste tasse e bollette dove prendiamo i soldi per pagare? Non poteva opporsi a questo stillicidio, chiedendo l’intervento dei nostri parlamentari, affinchè potessero intercedere con il Governo per ridurre le aliquote al minimo, portando le istanze delle famiglie dove in casa non entra nemmeno più uno stipendio? Avrei voglia di venire nel suo ufficio e gridare tutta la mia rabbia, ma non vengo perché potrebbe sfociare in violenza e siccome sono una persona civile e rispettosa delle istituzioni non lo faccio. Le scrivo pubblicamente e come me, Isernia è piena di persone che vivono la mia stessa situazione, oggi è il giorno del pianto agli sportelli delle poste e delle banche. A lei non importa se molti dovranno fare la scelta se pagare oppure posticipare, con gli aggravi di spesa; se pago non posso fare la spesa per i prossimi giorni. Io sono costretto a posticipare il saldo della Tari al mese prossimo, dobbiamo pagare i suoi errori. Il mese scorso potevo pagarla questo mese no! Attendo una sua risposta pubblica se mai ci sarà.”

Antonio Saccomanno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessanti anche:

Concorso presidi: il mistero del file audio che contiene indiscrezioni sulla decisione che il Consiglio di Stato deve assumere

di Piacentino Salati Si allungano ombre sulla sentenza che il Consiglio di Stato sta per a…