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Attualità - Evidenza - QD - 12 Giugno 2015

Isernia, città simbolo del degrado ‘degradato’

Il degrado urbano a Isernia è oramai una costante a cui contribuiscono con pari forza e continuità sia le persone incivili, e ce ne sono tante, sia il comune che non fa nulla, assolutamente nulla, per arginare e contenere il fenomeno, anzi contribuisce mettendoci del suo, come nel caso di palazzo d’Apollonio, prima comprato e poi abbandonato al suo destino, senza infissi, con la pioggia che entra dalle numerose finestre e che si infiltra nella struttura muraria, facendola marcire e rendendola pericolosa per la pubblica incolumità. Senza contare uccelli e topi che hanno fatto delle antiche sale nobiliari di palazzo d’Apollonio il loro rifugio.
Palazzo d’Apollonio, di proprietà del comune di Isernia, che lo comprò perchè dimora storica simbolo della Isernia ottocentesca, oggi ospita al piano terra una pizzeria e ai piani superiori acqua, rifiuti, uccelli e topi. Così si difendono l’immagine e la cultura del capoluogo pentro.
Ma a dar manforte alla dabbenaggine dell’amministrazione comunale, ci sono i vandali, le persone incivili, come quelle che hanno sporcato con una scritta la facciata dell’antica cattedrale di san Pietro.
Anche qui comune totalmente assente, si parlava di telecamere e sorveglianza video, ma forse non parte ancora perchè i primi che dovrebbero essere sanzionati sarebbero proprio loro i lorsignori di palazzo san Francesco, quelli che stanno facendo affondare il capoluogo pentro, duemilacinquecento anni fa prima capitale d’Italia, oggi capitale del degrado urbano e della negazione delle proprie origini.

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