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Attualità - Evidenza - QD - 30 Maggio 2015

Ittierre, ultimatum di Galetti: l’offerta Ikf scade il 18 giugno

Tormentone Ittierre. Le telenovele gli fanno un baffo. Ogni giorno una novità, o un colpo di scena che fa ripartire tutto da capo.
Questa volta, però, il tempo sta scadendo per davvero e c’è il rischio concreto che un disastroso fallimento Ittierre sia dietro l’angolo, con tutti gli scenari negativi che si apriranno subito dopo, sia sotto il punto di vista economico, che occupazionale.
Chi fa suonare la campana, questa volta, è Mario Galetti, presidente dell’Ikf, il fondo milanese, assistito dal prestigioso Studio Ambrosetti, interessato ad acquisire i diritti della Oti sul concordato, o la stessa Oti attraverso un’acquisizione d’azienda.
Proprio Galetti ha rilasciato alcune dichiarazioni che sanno di ‘ultimo avviso ai naviganti’, ovvero: attenti che il tempo sta finendo e l’Ikf potrebbe tirarsi indietro.
Il manager milanese ha detto: “Abbiamo presentato alla procedura una nuova offerta per dimostrare a tutti che la nostra volontà di acquisizione dell’ex Ittierre è seria e fondata. Noi facciamo sul serio e lo abbiamo dimostrato sempre. La nostra nuova offerta aumenterà di 200mila euro, salendo a 950mila. Lasceremo tutto il magazzino alla procedura che così potrà valorizzarlo, vendendolo e recuperando liquidità. Inoltre, rinunciamo a restare nella sede di Pettoranello, per abbattere i costi ma è nostra intenzione far partire la nuova Ittierre sempre a Isernia. Lasceremo alla procedura i due terzi dei macchinari e anche lì i commissari potranno fare cassa vendendoli. Siamo disponibili a entrambe le opzioni: o comprare il ramo d’azienda, oppure compriamo la Oti, che così verrà venduta a Ikf. Con Rosati e Bianchi sono a buon punto le trattative e, nei confronti di Bianchi, abbiamo anche aumentato l’offerta economica. Ci faremo carico, infine delle fideiussioni Oti per un totale complessivo di 3,5 milioni di euro. Sotto il punto di vista occupazionale confermiamo anche l’assunzione di 40 unità ex Ittierre e l’avvio della nuova filiera produttiva che, se ingranerà, riserverà soddisfazioni sia all’Ikf, che al territorio molisano. Questa offerta, che è la migliore e la più opportuna per le nostre possibilità, ha una data di scadenza. Se non verrà accolta entro il 18 giugno, l’Ikf ritirerà la prapria proposta e lascerà l’Ittierre e la Oti al loro destino. Insieme a Massimo Suppancig, nostro manager di fiducia per la gestione della nuova Ittierre, abbiamo posto questa ‘data limite’ perchè oltre non è possibile andare per le collezioni e per i campionari. Oltre il 18 giugno l’Ittierre non ci interessa più”.
Fin qui Galetti, ma è chiaro che il suo è un atto di responsabilità ben preciso, oltre che un messaggio rivolto a procedura e commissari. Attenti, traduciamo noi, che se va avanti lo scaricabarle delle responsabilità, o l’indecisionismo, noi torniamo a Milano a fare altri affari e voi vi troverete di fronte a un fallimento colossale di cui non sarà certamente responsabile l’Ikf che davvero ha fatto tutto il possibile per salvare un’azienda e un patrimonio professionale arrivati all’ultima spiaggia.
L’augurio è che commissari, procedura e anche gli stessi giudici facciano tutto il possibile per facilitare il percorso, perchè, altrimenti, su Isernia si abbatterebbe un nuovo evento, ancora più negativo di quanto accaduto finora.

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