di MANUELA IORIO

Frode fiscale e bancarotta fraudolenta: con queste accuse la Guardia di Finanza di Termoli ha notificato otto misure cautelari a piccoli imprenditori e professionisti del Basso Molise. Uno di loro, secondo gli investigatori a capo dell’organizzazione, è Luigi Turdò, 51 anni, imprenditore nel campo dell’impiantistica tecnica e molto conosciuto in città anche per il suo passato in politica. Due volte assessore, l’ultima per i primi due anni della giunta Di Brino. Turdò è l’unico a essere finito in carcere. Per altre 5 persone sono stati disposti gli arresti domiciliari, una delle quali ha anche l’obbligo del dispositivo di controllo elettronico. Una sesta persona ha l’obbligo di dimora e una settima il divieto di espatrio. Coinvolto anche un noto professionista che suggeriva strategie e operazioni che permettevano di aggirare il fisco. Cinque le società coinvolte ormai tutte fallite e tutte delocalizzate fuori regione non prima però di essere intestate a soggetti irreperibili o inesistenti. Società che, secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, non presentavano la dichiarazione dei redditi, distruggevano la contabilità e distraevano il patrimonio prima di cederlo, riducendo le società stesse a scatole vuote. Oltre quattro milioni di euro i soldi che gli indagati sono riusciti a sottrarre all’Erario e a fornitori mai pagati secondo quanto ricostruito dai finanzieri nell’ambito di controlli e verifiche fiscali. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di Larino Federico Carrai che sulla base dei riscontri delle Fiamme Gialle ha chiesto e ottenuto dal Gip le misure cautelari.

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