La parola d’ordine è identità. La ricerca della propria, in tutte le sfaccettature possibili, mette nelle mani di chi produce vino, ma anche olio, la chiave per aprire la porta principale del mercato.

Nel celebrare la giornata nazionale del vino e dell’olio, esperti e operatori del settore, che hanno partecipato al dibattito che si è svolto a Termoli, moderato da Giovanni Di Tota, hanno messo al centro dei propri interventi soprattutto questo aspetto: dare al prodotto una connotazione in grado di raccontare il territorio, la provenienza, la tradizione.

Negli anni novanta, la globalizzazione ha imposto anche nel gusto indirizzi scelti a tavolino, lasciando ai margini i sapori e i profumi della terra d’origine di quel vino o di quell’olio.

Lo ha spiegato nel dettaglio il giornalista e wine blogger Luciano Pignataro, che ha ribadito la necessità di concentrarsi sulle caratteristiche peculiari della zona di provenienza del vino.

Dunque, la tintilia può continuare a essere il marchio di punta della regione, ma è necessario fare un passo in avanti, ha spiegato Pignataro, e lavorare a un vitigno ancora più selezionato: nell’altitudine, nella composizione del terreno, nella zona di provenienza.

Un concetto ribadito da Giuseppe Liberatore, originario di Monteroduni ma da decenni trapiantato in Toscana, dove dirige il consorzio di tutela del Chianti classico. Un’esperienza, ha ricordato Liberatore, cominciata con poche decine di associati e che ora ne raccoglie più di seicento. Tenuto conto che in Molise le bottiglie di Tintilia sono già una ventina si può considerare maturo il tempo per avviare anche in regione una operazione analoga. Fare rete tra i produttori è una delle indicazioni più ricorrenti da quando il vino ha cominciato ad avere risultati anche nel nostro piccolo territorio. Esigenza analoga per i produttori di olio, come ha raccontato Fabrizio Fazzi, dell’azienda olearia del principe Pignatelli di Monteroduni. Al termine del dibattito i sommelier dell’associazione guidati dalla presidente Giovanna Di Pietro hanno offerto una degustazione delle migliori bottiglie prodotte in Molise. Un carnet che cresce di anno in anno e che nella quinta edizione della giornata nazionale del vino ha messo in mostra una batteria di primissimo livello, come peraltro testimoniano i premi nazionali e internazionali che il vino molisano riesce a centrare negli ultimi tempi.

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