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martedì, Maggio 12, 2026

Il Molise fuori “dall’Italicum”

AperturaIl Molise fuori "dall'Italicum"

di GIOVANNI DI TOTA

Fatta la legge, trovato l’inganno, ma in questo caso: approvato l’Italicum scoperto l’errore. E come spesso accade, a causa soprattutto della scarsa densità, è il Molise a dover rappresentare l’eccezione.

Nel testo della nuova legge elettorale, infatti, i collegi vengono calcolati con un bacino di 600mila abitanti. Cioè due volte quelli del Molise. Che fine faranno i nostri quattro parlamentari? I due del Senato, se la riforma andrà in porto, scompariranno comunque. Ma i deputati sono allo stesso modo a rischio? A giudicare da ciò che prevede l’Italicum la risposta sembrerebbe scontata. Tuttavia, la Regione Molise è ancora prevista dalla carta costituzionale e, dunque, a tutelare i rappresentanti dei cittadini molisani in parlamento c’è la Costituzione. E quindi, la legge appena approvata dalla Camera presenta già un vizio piuttosto evidente.

Forse non tanto evidente per chi deve affrontare numeri che partono da 600mila abitanti in avanti, una soglia che sembra un vero e proprio spartiacque per la sopravvivenza della regione, almeno nelle mire del governo. La stessa cifra, infatti, viene indicata nel decreto Balduzzi per la presenza sul territorio di un ospedale dea di secondo livello. Cioè un ospedale di grandi dimensioni com’è oggi il Cardarelli di Campobasso.

La logica dei numeri, che pare orientare le scelte del governo in tutti i campi, non pare più tanto logica se mette in discussione la sopravvivenza stessa di un popolo, o in ogni caso ne comincia a tenere conto a partire da 600mila abitanti in poi. E non considera affatto le esigenze delle minoranze e della periferia.

Allora, approvato l’Italicum, già necessaria una modifica. Il Ministero dell’Interno dovrà tenere conto nella distribuzione dei collegi del Molise in quanto regione. Ci sarà la forza per farlo? Lo dirà Renzi quando verrà in Molise, dove è stato invitato qualche tempo fa. Sempre che la regione ci sia ancora e se sì che il premier trovi la strada.

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