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Attualità - Evidenza - QD - 30 Aprile 2015

Stefano Testa: “Il sindaco di Isernia fa clientelismo con le poltrone del consiglio”

Isernia sta morendo e Brasiello tenta di addormentare le coscienze dei consiglieri comunali, distribuendo poltrone. La pesante accusa viene dal consigliere d’opposizione, Stefano Testa, che mette sotto tiro l’amministrazione di centrosinistra anche per la mancata adozione del regolamento per la gestone dell’auditorium. Ma è la prossima istituzione di un Ufficio di Presidenza che, oltre alla figura di vertice, prevede anche due vicepresidenti, che fa partire in quarta Stefano Testa.
“Mi corre l’obbligo di segnalare – scrive Testa in una nota – che oggi spegne la prima candelina l’impegno che esattamente un anno fa l’amministrazione assunse nei confronti del Consiglio comunale di Isernia di dotare entro 4 mesi l’auditorium Unità d’Italia di un regolamento per la sua gestione. I consiglieri di Isernia infatti, è bene ricordarlo, il 28 aprile 2014, all’unanimità, su di una discussione scaturita da una mozione presentata dal sottoscritto che stigmatizzava la gestione discrezionale della struttura, votarono un ordine del giorno con il quale decidevano che entro quattro mesi da quella data l’amministrazione avrebbe dovuto provvedere a elaborare linee chiare, trasparenti e univoche circa la concessione in uso e la complessiva gestione della struttura. Il dibattito sollevato, infatti, aveva messo in evidenza carenze ed esigenze e l’intero Consiglio convenne che non era possibile continuare con la medesima gestione discrezionale ed incapace a dare a questa struttura un ruolo operativo, un’anima che fosse in grado di produrre cultura in ogni ora del giorno a vantaggio dell’intera collettività, degli operatori culturali, delle associazioni che a vario titolo operano per la promozione del nostro territorio. Tutto questo non si è verificato – prosegue il consigliere di minoranza – e ciò è spia dell’autoreferenzialità dell’amministrazione, che in alcuna considerazione tiene le istanze che vengono dai consiglieri e dai cittadini di una città che muore, beandosi inoltre di una improbabile classifica che colloca l’indice di gradimento del sindaco “in medio”, cioè tra gli ignavi. E’ appena il caso di chiedersi: ma gli estensori di tale classifica hanno tenuto conto che Isernia ha una situazione fallimentare sotto ogni punto di vista? Il commercio è alla canna del gas, l’artigianato esiste solo per piccole iniziative, l’industria è morta, moltissime attività di servizio stanno emigrando altrove vista l’assenza di domanda; è ovvio che tutto questo significa calo demografico e calo del valore dei beni immobili che erano stati acquistati con grandi sacrifici. Purtroppo di tutto questo non si fa cenno in nessuno dei documenti comunali, quantunque il sindaco, da ex presidente della Camera di Commercio, dovrebbe avere una particolare sensibilità per le statistiche , per i numeri, per una visione prospettica del futuro della nostra città di cui non si conosce traccia. Ebbene, con tutte queste problematiche, che attanagliano l’intera popolazione isernina e in particolare i giovani, che nella stragrande maggioranza sono costretti ad emigrare, l’amministrazione comunale di Isernia – che come dimostrato non ha in alcuna considerazione l’organo consiliare – sta elaborando una strategia rivoluzionaria che tra poco verrà sottoposta all’attenzione di tutti. L’amministrazione, come dicevo, si sta adoperando per modificare addirittura lo Statuto del Comune e tutto questo a quale fine? La creazione di un Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale, che oltre alla figura del presidente preveda la presenza di 2 vicepresidenti (uno di maggioranza e uno di minoranza). Incredibile, ma vero! Non ci sono parole sufficienti per biasimare questa proposta, che ha il sapore di quelle pastette politiche che tutti condannano. Infatti questo è il modo per provare ad azzittire accontentandoli un membro della maggioranza , possibilmente scelto tra i dissidenti o pseudotali, ed un membro della minoranza, possibilmente scelto tra quelli che più danno fastidio. Ebbene, al di là dell’assenza di una indennità di carica per le due nuove poltrone da assegnare, chiedo al sindaco, all’amministrazione tutta ed ancor più ai cittadini di Isernia, ma quali esigenze reali di efficientamento della macchina amministrativa hanno spinto l’amministrazione a elaborare una simile proposta? I Consigli comunali si tengono quasi con cadenza bimestrale, l’ eventuale assenza del presidente si risolve con la supplenza del consigliere anziano e tutto finora è andato per il verso giusto; forse il presidente Capone non riesce più ad adempiere al suo ruolo e pertanto necessita di tale allargamento? Questa è la nota di un consigliere di minoranza che da sempre cerca di dare contributi positivi in termini di proposte ma, l’arroganza e l’autoreferenzialità di questa amministrazione disdegnano qualsiasi iniziativa – conclude Testa – ritenendole quasi un’intrusione in un’area riservata a pochi: e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

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