Corsa contro il tempo per ridare le Carresi alle comunità di San Martino e Ururi, in programma rispettivamente giovedì e domenica. Sono stati depositati infatti i ricorsi. Il primo che potrebbe avere una risposta in pochi giorni, ed è la richiesta di revoca del provvedimento. Il secondo, per il quale ci potrebbe volere anche una settimana invece è il ricorso al tribunale del Riesame. La richiesta di revoca è stata presentata al Gip, lo stesso giudice insomma che solo la settimana scorsa ha ritenuto fondate le argomentazioni della Procura autorizzando i sequestri e che quindi difficilmente potrà rivedere la sua posizione. Un punto sul quale però non è d’accordo l’avvocato Antonio De Michele che insieme alla collega Gina Capuano e per conto del sindaco di San Martino e dei tre presidenti delle Associazioni ha concentrato la richiesta di revoca su elementi di fatto e di diritto che si augura il magistrato potrà condividere. Si affronta il tema della legge speciale rispetto al codice che disciplina il reato di maltrattamento sugli animali. Se vale la legge che il Consiglio regionale ha approvato il 26 marzo scorso, allora questa diventa primaria e supera sia l’articolo del codice sui maltrattamenti sia l’ordinanza Martini, quella cioè che vieta la corsa su asfalto. Proprio su quest’ultima il dettato predisposto dal consiglio presieduto da Paolo Frattura prevede una deroga per le Carresi. Deroga che secondo il procuratore non può escludere il reato, tanto che proprio sulla legge regionale Vaccaro ha sollevato possibili profili di incostituzionalità, oltre a violazioni della stessa: nella parte in cui si parla di lentezza del ritmo della corsa che garantirebbe la totale assenza di stress agonistico per gli animali coinvolti, mentre di fatto succede il contrario. E nella parte in cui si vieta l’utilizzo di farmaci per alterare le prestazioni degli animali, mentre dai test effettuati dai Nas sono state rilevate nel sangue degli animali altissime concentrazioni di antidolorifici, necessari secondo gli inquirenti a far alzare il livello di sopportazione del dolore. Sullo sfondo dell’indagine e dei ricorsi restano tre comunità in attesa e con il timore di dover rinunciare, per quest’anno, alla loro amata tradizione.

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