di PASQUALE DI BELLO

Imponente manifestazione in difesa delle Carresi. A San Martino in Pensilis sfilano in cinquemila a tutela della popolarissima tradizione. Tra i presenti numerosissimi sindaci e il presidente della Regione, Frattura.

Se una risposta doveva esserci alla minaccia di fermo delle Carresi del basso Molise, quella che c’è stata è la più efficace di tutti. Tra le quattro e le cinquemila persone hanno sfilato pacificamente nella tarda serata di ieri a San Martino in Pensilis, unite in una simbolica fiaccolata che ha espresso una volontà univoca: quella che le Carresi non vengano fermate. Una manifestazione imponente che ha unito i popoli e gli amministratori di San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone. Tre comuni, tre storie, tre identità ma un’unica tradizione, quella della Carrese, a rischio chiusura a seguito di un provvedimento della Procura della Repubblica di Larino che ha posto sotto sequestro gli animali che della Carrese sono i protagonisti e le stalle dove essi sono custoditi. Un provvedimento che tutti giudicano abnorme poiché nell’intento di perseguire gli eventuali responsabili di altrettanto eventuali reati, applica di fatto una sanzione, la peggiore, quello del blocco della manifestazione, ad una comunità di uomini e donne la cui unica colpa e quella di essere cittadini dei comuni interessati. Se ci sono responsabili di eventuali reati, hanno detto in coro i partecipanti, dovranno essere perseguiti come è giusto che sia ma questo deve avvenire a titolo personale e non facendo ricadere su un’intera collettività una sanzione che viene vista come un vero e proprio atto punitivo nei confronti della comunità.

Tuttavia, sugli esiti processuali decideranno gli organi competenti a cui verrà posta l’immediata istanza di revoca del provvedimento di sequestro. Sugli esiti pratici della vicenda, invece, dopo l’imponente corteo non si potrà fare a meno di considerare quella che è la volontà popolare. I popoli di San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone, quest’anno come sempre, intendono celebrare la propria tradizione nella consapevolezza di essere come collettività nel solco del rispetto di regole e prescrizioni. Se dovessero essere accertate delle responsabilità, è chiaro che esse sono personali e non possono ricadere come una condanna senza appello sulla testa dell’intera comunità. Insieme alle migliaia di persone intervenute lo hanno detto i tre sindaci dei comuni interessati, Caravatta, Mascio e Plescia),più decine di loro colleghi intervenuti alla manifestazione in segno di solidarietà e appoggio concreto ai diritti del territorio. Insieme agli amministratori, ai parroci delle tre comunità, si è schierato anche il presidente della Regione, Frattura, che ha preso parte alla manifestazione.

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