E’ passato quasi un anno dall’inizio dei lavori sul viadotto Callora, ma farci l’abitudine è impossibile: quando si arriva al bivio di Bojano il nervosismo sale alle stelle. Attraversare il centro abitato significa affrontare semafori, stop e ingorghi. I tempi di percorrenza aumentano. E se si trova anche il passaggio a livello chiuso, non resta che alzare bandiera bianca e rassegnarsi di arrivare tardi al lavoro, oppure a un appuntamento. Ma quel che è peggio è che i lavori e i disagi sono destinati a durare molto più del previsto. Per questo comitati e associazioni hanno organizzato una manifestazione di protesta: «Innanzi tutto dobbiamo registrare che nelle ore precedenti alla protesta – ha spiegato Emilio Izzo, del Comitato contro le camorre – qualcosa è già successo: hanno asfaltato alcuni pezzi di strada, perché la situazione era disastrosa. Ciò dimostra che quando i cittadini fanno sentire la propria voce qualcosa si ottiene. I lavori iniziati a marzo del 2014 dovrebbero terminare a giugno. Ma come si evince dal sito Anas, si è fatta poco più della metà dei lavori. E poi, come si evince da interrogazioni parlamentari, pare sia in dirittura d’arrivo di un latro lotto, dai tempi altrettanto lunghi. Inoltre i lavori che dovevano essere fatti con il senso unico alternato, lasciando aperta l’arteria, sono stati fatti chiudendola. Alcune imprese si sono lamentate: non si sono aggiudicate l’opera percé avevano fatto offerte più alte. Quindi c’è un contenzioso spaventoso. E si lamentano anche i cittadini: ci sono buche, ci sono vibrazioni, ci sono aumenti di polveri sottili impressionanti». Ma i comitati non si limitano alle proteste. Stanno infatti predendo seriamente in considerazione anche l’ipotesi di organizzare una class action: «Un’azione collettiva – ha proseguito Izzo – e non solo da parte dei cittadini di Bojano. Si lamentano anche tantissimi pendolari. Potremmo dunque attivarci per un’azione di rivalsa nei confronti dell’Anas. Al tempo stesso chiediamo alla Regione di farsi sentire. L’assessore preposto dovrebbe pressare e capire perchè questo sta accadendo. Comunque sia – ha concluso – saremo vigili e pronti».

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