Home Apertura Il PD allo sbando. Prepariamoci, tra un anno in Molise si torna a votare per le regionali

Il PD allo sbando. Prepariamoci, tra un anno in Molise si torna a votare per le regionali

di PASQUALE DI BELLO

La crisi profonda e inquietante che sta lacerando il PD nazionale, proietta le sue ombre sinistre sul Molise. Il destino di Frattura è legato a filo doppio con quello di Renzi. La caduta del Governo sulla nuova legge elettorale, in Molise potrebbe spalancare la porta ad un ritorno anticipato alle urne.

Prepariamoci, tra un anno in Molise si potrebbe votare per le regionali. L’ipotesi è molto probabile. Frattura ha legato il proprio destino a quello di Matteo Renzi, su questo non vi sono dubbi, e lo conferma l’ortodossia con la quale il governatore segue ed esegue ogni direttiva del ducetto fiorentino. In questo anno turbolento di governo Renzi, non è mai mancato l’appoggio di Frattura in tutte le sedi: nazionali e locali. Del resto, sul piano locale, sotto le insegne e i vessilli gigliati Frattura ha sbaragliato completamente l’ex gruppo dirigente del PD. Ruta e Leva, come dice il nostro amico Antonio D’Ambrosio, dopo averlo spremuto fuori, ora cercano di rimettere il dentifricio nel tubetto. Operazione impossibile, tanto è vero che i due parlamentari, più passa il tempo e più s’impiastricciano. Frattura se lo sono inventati loro, Ruta in particolare, e per una legge naturale della politica, quella del cannibalismo – regola valida in tutti i partiti –  la loro creatura ha finito per fagocitarli. Se la sono cercata e, detto per inciso, se la sono anche meritata. Le quotidiane polemiche da osteria sulla Sanità, al di là della questione specifica, nascondo altro: una lotta spasmodica per la sopravvivenza. Dei tre parlamentari in carica, Ruta, Leva e Venittelli, se va bene se ne salverà uno e, considerando altissime le probabilità che vada male e il fatto che il Molise effettivamente ne porterà a Roma complessivamente due, è facile capire come il corpo a corpo in corso nel PD non ammetterà prigionieri. La doppietta candidata ad approdare a Roma in sostituzione del terzetto perdente, ha due nomi e due cognomi: Paolo di Laura Frattura e Micaela Fanelli, segretario regionale del PD a cui non è mai andata giù la mancata elezione alle scorse politiche quando, in quota Renzi, ottenne in Calabria un collegio spacciato per blindato e che poi non si è rivelato tale.

Bene. E’ sotto la luce del sole la spaccatura interna al PD nazionale sulla nuova legge elettorale, una lacerazione che da qui a qualche giorno potrà diventare letale per il governo Renzi a cui, in caso di sconfitta sull’Italicum, non resterebbe che tentare il recupero di una leadership altrimenti spacciata, attraverso il ricorso anticipato alle urne. E qui scatterebbe il collegamento obbligatorio con Roma del ticket locale Frattura-Fanelli. L’attuale governatore, dicono fonti bene informate, non ha nessuna intenzione di restare a cuocere sulla graticola regionale. Inoltre, alle condizioni attuali, sarebbe impensabile una sua riproposizione al prossimo giro. Il primo a non volerlo è proprio lui, consapevole della impopolarità che gli è cresciuta attorno come una foresta. Quella romana, quindi, è una via d’uscita che Frattura valuta onorevole per sottrarsi alle schioppettate che tutti i giorni volano in Regione.

Quella della successione, a quel punto, sarebbe una partita tutta da giocare. Ad ambire al ruolo di governatore del Molise, c’è di sicuro Antonio Di Pietro. Insieme al figlio Cristiano, anche lui in cerca di ciambelle di salvataggio, si è inventato “Il Molise di tutti”, un movimento trasversale e senza tessere, quindi buono per fare incetta di caballeros provenienti da ogni latitudine politica: da destra come da sinistra. Ma è un disegno sin troppo scoperto da non essere a questo punto vulnerabile. Morti – politicamente, s’intende – Ruta e Leva il PD potrebbe vedere la nascita di un nuovo leader destinato a prendere il posto di Frattura. Parliamo dell’assessore regionale all’Agricoltura, Vittorino Facciolla, a cui va riconosciuto fiuto politico e capacità di manovra. Forte di un consenso personale in crescita, sarebbe un nome gradito anche a Renzi, oltre che alla coppia Frattura-Fanelli. Sta di fatto che, se così fosse, tra un anno ci troveremo in piena campagna elettorale, tra voli di scimitarre e vedove inconsolabili intente a spicinare il vasellame e a dar fuoco ai mobili di una casa che devono lasciare. Ironia della sorte, sarà comunque una battaglia tutta interna al centrosinistra. Il centrodestra che teoricamente potrebbe riconquistare la Regione, praticamente non esiste. L’unica novità su quel versante si chiama Michele Iorio, ed è come dire che l’ultima novità musicale del momento, è oggi la Disco-music.

Poscritto. Dopo la pubblicazione di questo articolo è emerso questo inquietante particolare, rivelato dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Antonio Federico.  Nella legge di stabilità regionale, è stato rifinanziato senza una ragione apparente la voce di bilancio per il “rinnovo del consiglio regionale”. In realtà una ragione c’è.

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