Slitta di giorni, forse di settimane la data in cui Diego Volpe Pasini dovrà formalizzare il contratto di affitto dello Zuccherificio e la proposta di successivo acquisto. La richiesta di fallimento che pende sulla Spa e su cui il giudice non si è ancora pronunciato, i debiti della Srl e in generale la difficile situazione trovata all’interno dell’azienda hanno determinato un inevitabile allungamento dei tempi che erano stati indicati nel preliminare firmato a febbraio da Aria Food. Una situazione ingarbugliata al punto che Aria Food proprio in questi giorni ha chiesto al commissario liquidatore di separare i due momenti: quello della campagna imminente e quello della sistemazione complessiva tra Srl, Spa e proprietà futura dell’azienda. In attesa che il dottor Lorenzo di Nicola dia la sua risposta l’obiettivo principale e su cui si concentrano tutti gli sforzi di Pasini è quello di fare la campagna. Sarà una stagione molto corta, molto probabilmente in perdita, ma che servirà a mantenere le quote zucchero, a tenere aperto l’impianto, a far lavorare i dipendenti e a non lasciarli a casa, senza un briciolo di speranza. Insomma una campagna necessaria alla sopravvivenza dello Zuccherificio stesso. Pasini ne è consapevole e nonostante le difficoltà va avanti per la sua strada. In azienda prosegue il confezionamento dello zucchero e la conquista di nuove importanti fette di mercato con la nuova campagna commerciale che sta dando molte soddisfazioni. “Sono tante le aziende che credono nel nostro ‘Zucchero Italiano’, un prodotto di qualità” spiega Pasini un imprenditore venuto dal Friuli e che vede il bicchiere sempre mezzo pieno. Resta però, sul versante opposto, l’incognita della gara per l’acquisto dello stabilimento, il cui prezzo è sceso ancora e dove la concorrenza con altri eventuali competitor sarà spietata. “Ho sentito di aziende interessate allo Zuccherificio e che utilizzerebbero la filiera agricola finalizzandola alle biomasse e ai polimeri – ha dichiarato Pasini -. Noi abbiamo altri progetti, quelli che consentono allo Zuccherificio di restare un’azienda agroalimentare, dove con gli scarti sarà possibile anche diversificare la produzione. E’ semplicemente un’altra filosofia” ha concluso l’imprenditore, comunque consapevole che ad aggiudicarsi lo stabilimento, però, sarà chi offrirà più soldi, non chi avrà il progetto migliore.

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