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Apertura - 3 Aprile 2015

Sanità, centrosinistra a pezzi e Di Giacomo parla di vergogna istituzionale

Il consiglio comunale monotematico sulla sanità di Isernia rischia di passare alla storia come un esempio di censura arbitraria e medioevale.
Infatti, come ha sottolineato Ulisse Di Giacomo, la diretta streaming del dibattito sulla sanità, visibile da tutti sul sito del comune, è stata interrotta durante gli interventi degli esterni. Per cui sono state censurate anche le dichiarazioni di Danilo Leva, così come quelle di Lucio Pastore o quelle Emilio Izzo che ha chiesto pubblicamente le dimissioni di Frattura. Insomma come ha detto il senatore dell’Ncd una figuraccia da evitare che ricopre di ridicolo il sindaco Brasiello e il presidente del consiglio Franco Capone che hanno dato l’ordine di censurare gli interventi degli esterni.
Probabilmente i due volevano una platea accomodante e accondiscendente con il governatore. Ma hanno ottenuto l’effetto contrario e controproducente. Ma veniamo ai risvolti politici, con l’aria all’interno del partito democratico molisano che si fa sempre più pesante. La venuta a Isernia di Paolo Frattura, se non è servita a fare chiarezza sul futuro del Veneziale, sicuramente è servita a mettere in luce il deterioramento dei rapporti anche personali tra la delegazione parlamentare del Pd, il governatore e anche la segretaria regionale, Micaela Fanelli.
Danilo Leva lo ha detto chiaro e tondo, parliamo in piazza e sui marciapiedi perchè nel partito non ci è permesso di farlo. Nessuno ci convoca per discutere delle tante emergenze molisane, sola la stampa ci dà ascolto. Leva chiede risposte sostanziali anche a Frattura di fronte a un problema sanità che sta diventando il cuore del dibattito politico con sviluppi imprevedibili. Leva lancia il guanto della sfida a Frattura chiedendogli di dimettersi tutti insieme per far fronte comune a Roma.
E sempre a Roma si ritorna, con due domande a cui Frattura ancora non risponde: perchè non ha approvato il piano dell’ex manager Ruta e perchè è stato assente alla conferenza Stato regioni che avrebbe deciso del destino della sanità pubblica in Molise?
Domande che gli sono state fatte pubblicamente da Alberto Gentile, presente davanti a palazzo San Francesco con il suo striscione.

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