di MARCELLA TAMBURELLO

 

Ventisette anni fa venne eseguito, all’ospedale Monaldi di Napoli, il primo trapianto di cuore. Era il 15 gennaio 1988 quando il cardiochirurgo Maurizio Cotrufo trapiantò, nel petto di un paziente, un cuore prelevato da un donatore di Barcellona. Fu il primo trapianto di cuore del Sud Italia. Da allora Maurizio Cotrufo, professore Emerito di Chirurgia Cardiaca alla Seconda Università di Napoli, ha eseguito oltre 45mila interventi di cardiochirurgia e tantissimi trapianti di cuore. Oggi all’Università degli Studi del Molise, nel Polo Didattico di Medicina e Chirurgia di Campobasso, il professor Cotrufo ha incontrato gli studenti di Medicina che hanno ascoltato la lezione sulla storia della trapiantologia, un settore medico particolare ed importantissimo per la salute umana. “Il trapianto di cuore è nato negli Stati Uniti – ha detto il professor Cotrufo – all’Università di Stanford, in California grazie al lavoro del professor Norman Shumway e non in Sud Africa come si pensa. Era il 1966. Da allora ne è stata fatta tanta di strada, non solo nel campo medico – ha aggiunto il cardiochirurgo – ma in tutta la società.  Vent’anni fa, era il 25 marzo 1995, Papa Paolo Giovanni II, con l’enciclica Evangelium Vitae, ufficializzava il consenso della Chiesa Cattolica al trapianto di organi, una grande conquista della scienza a servizio dell’uomo e non sono pochi coloro che ai nostri giorni sopravvivono grazie al trapianto di un organo, anche se – ha detto ancora il professor Maurizio Cotrufo – oggi viene soddisfatto solo un terzo delle richieste di organi perché non c’è ancora ampio consenso, soprattutto da parte delle famiglie, sulla donazione di organi”.

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