di LUCIA LOZZI
Isernia: Auditorium Unità d’Italia pieno come non mai. Per la quarta volta consecutiva Il Tratturo ha fatto registrare il “sold out”. Anzi, si è andati oltre: in sala c’erano circa 900 persone, a fronte di una capienza massima di 700 posti a sedere. Ed è stato successo pieno anche perché la serata era all’insegna della solidarietà: in campo è scesa «Una voce al bisogno”, l’associazione che ha organizzato la riuscitissima serata. Il Presidente Gianluca Ciammetti ringrazia tutti per l’impegno e per il contributo, con la loro presenza hanno collaborato al successo dell’iniziativa. Ha evidenziato le finalità del concerto, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza , ma anche rimarcato le capacità artistiche dei musicisti del Tratturo.”Una Voce Al Bisogno “ad Isernia che da molti anni è presente nel sociale con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su svariati temi e promuovere iniziative per la raccolta di fondi da destinare a problematiche particolari. Negli ultimi tempi i finanziamenti raccolti sono serviti per mandare avanti il Centro per la cura dell’Alzheimer. Tornando al concerto, da evindenziare la grande perfomrmance della etnoband “Il Tratturo” nella sua storica formazione del 1983, Mauro Gioielli, Piero Ricci, Nicola Iorio, Alfonso Guglielmi, Roberto Petrocelli, Enzo Di Luozzo, che con solidarietà, ha dato vita non solo ad un semplice concerto ma ad un coinvolgimento di sensi. La band diventa nota in Italia agli inizi degli anni ottanta per aver contribuito a lanciare un sound etnico molto moderno, un folk fatto di sonorità ottenute dal mix di strumenti antichi ed acustici (zampogna, ciaramella, mandolino) e strumenti rock (chitarra elettrica, batteria, tastiere). Beneficenza e contributo fattivo per attività di carattere sociale. Un connubio vincente. La produzione del CD ed il concerto del “Tratturo” finalizzati alla raccolta di fondi che ha visto Mauro Gioielli, voce, ironico e travolgente come sempre, un vero e proprio vulcano sul palco, Piero Ricci, fiati, zampogna e fisarmonica, con dolci note che hanno toccato il cuore, Enzo Di Luozzo alla tastiera, Nicola Iorio alla chitarra, Roberto Petrocelli alla batteria, Alfonso Guglielmi al basso. Il Tratturo via della transumanza di dannunziana memoria, una via che dalle montagne conduceva alle zone di pianura e che attraversava il Contado del Molise, una terra dalle tradizioni musicali ben salde nel tempo. Nel 1976, Mauro Gioielli, etnomusicologo e demologo musicale, sceglie per il suo gruppo il nome Tratturo, quasi a voler ripetere la strada della transumanza attraverso la musica. Musica , tradizione e cultura molisana, letteratura della nostra terra. Il romanzo di Francesco Iovine espressione e ispirazione di “terre di sacramento” ritmo, note, cuore, lo stesso amore che mettono quando suonano. Un gran concerto, come grandi sono i nostri musicisti, un coinvolgimento di sensi, emozioni che arrivano dritto al cuore senza passare per altro se non attraverso la nostra cultura, le nostre emozioni e le nostre radici. Cultura etnica molisana attraverso lo spettacolo e la musica. Al termine, un bis tutto meritato che ha evidenziato ancor di più lo studio etno-antropologico che c’è dietro ognuno dei loro spettacoli. Sapori antichi cantando il nostro Molise con la zampogna, la storia dei nostri strumenti, giochi della strada i balli e i canti della tradizione molisana, la transumanza. Le figure del passato , uomini e donne che anche cantate sembrano vere, quasi a materializzarsi sul palco durante lo spettacolo con la descrizione delle sorelle, una “meno carina dell’altra”. Un gruppo musicale quello del Tratturo che ha portato agli onori internazionali il nostro Molise e il cui filo conduttore sono gli strumenti . Insegnarla a scuola, introdurre nelle scuole la cultura etnica molisana attraverso lo spettacolo e la musica, unendo l’idioma dialettale e la lingua italiana, le fonti orali e la scrittura, gli strumenti antichi e le sonorità contemporanee. La tradizione molisana va insegnata , questo il suggerimento di Gioielli per capire, tramandare e “sentire” le nostre origini e la nostra storia. Un concerto che li ha visti insieme e ha evidenziato tutta la loro esperienza maturata in anni di studi e concerti in tutta Italia e nel mondo. Grazie a queste iniziative abbiamo la possibilità non solo di partecipare attivamente e in modo fattivo alle iniziative di carattere sociale ma, “assaporare, rivivere” la nostra storia, rivendicarla ed esserne orgogliosi. 

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