Home Apertura Di Pietro prepara il ribaltone pro Frattura. Il consigliere “peschereccio” getta le reti nel centrodestra

Di Pietro prepara il ribaltone pro Frattura. Il consigliere “peschereccio” getta le reti nel centrodestra

di PASQUALE DI BELLO

L’ex consigliere dell’Italia dei valori davanti alla crisi interna al Pd lancia una sfida agli esponenti di quel partito che vorrebbero disarcionare Frattura. “Sono pronto a ricercare consiglieri responsabili pronti a sostenere il Presidente”, dice in una sua nota anticipando un possibile cambio della maggioranza che guida il Molise.

Cristiano Di Pietro, consigliere regionale delegato alla caccia, e da ieri anche alla pesca, ha affidato ad una nota il proprio pensiero sulla crisi aperta all’interno del PD molisano dal senatore Roberto Ruta. “Non accetto che alcuni esponenti di spicco del Partito democratico offendano il lavoro del Presidente ed il nostro”, ha tuonato. Poi, con prosa a scoppio e detonazione, caratteristica peculiare della ditta di famiglia, dipietrino, al modo del dipietrone, così ha sentenziato, senza tanti giri di parole e con vocabolario da questura : “Movente e mandatari di questo assalto politico di centrosinistra sono chiari, ma sia altrettanto chiaro che personalmente sono pronto a ricercare consiglieri responsabili pronti a sostenere il presidente”. Ciò detto, il presidente della Regione ha immediatamente esteso la delega a suo tempo conferita per la caccia, anche alla pesca e Di Pietro, travestito da peschereccio, ha preso il largo alla ricerca di tonni e merluzzi da catturare nel mare del centrodestra con le reti del centrosinistra e da trasferire nell’acquario della maggioranza al governo del Molise. “Sono pronto a ricercare consiglieri responsabili pronti a sostenere il Presidente”, ha detto proprio cosi, mettendo immediatamente in chiaro una cosa: se occorrono consiglieri responsabili, è evidente che in circolazione se ne aggirano alcuni di segno opposto. Irresponsabili, appunto. Sono quelli che, seguendo l’esempio di Roberto Ruta, Laura Venittelli e Danilo Leva (la delegazione parlamentare del Pd molisano), ogni volta che incrociano Frattura lo salutano al modo di certi ordini monastici: incontrandolo abbassano il capo e, sottovoce, mormorano: “Fratello, ricordati che devi morire”. Deve essere proprio così, devono essere questi i consiglieri irresponsabili che Di Pietro vuole sostituire, cosa che però può fare solo andando a pesca nel mare del centrodestra dove, per dirla tutta, più di qualcuno sarebbe felice di trasferirsi cocciole e bagagli alla pescheria di Frattura. Insomma, Di Pietro sta preparando un golpe al brodetto di pesce, un ribaltone capace di modificare l’assetto dell’attuale maggioranza e continuare a garantire a Frattura altri due anni e mezzo di governo regionale e al consigliere Di Pietro un altro biennio di lotta ai cinghiali e agli ungulati in genere.

Una cosa è certa, e la si capisce a chiare lettere anche da questa uscita in mare di Cristiano Di Pietro: il Pd, e il centrosinistra molisano, stanno con le pezze al culo. L’unico vantaggio che però sia l’uno che l’altro hanno rispetto agli avversari, e che gli permetterà di questo passo di governare a vita, è che dalle parti del centrodestra sono finite pure le pezze. Dei fasti del tempo che fu, resta solo Michele Iorio che gioca a fare Michele Iorio, come certi leoni che al circo giocano ancora a fare i leoni veri. Ma non basta. Nessun ruggito vero, nessuna zampata feroce, soltanto scaramucce al rosolio. Ed è questo il vero problema del Molise, la mancanza di un’alternativa credibile al governo in carica,  di un centrodestra serio e organizzato capace di candidarsi alla guida della Regione. E allora tutto diventa possibile, anche la delega alla pesca per Cristiano Di Pietro che, salpato un giorno in cerca di totani da portare sulla barca di Frattura, passò la vita credendosi un peschereccio d’alto mare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessanti anche:

Covid, i guariti superano i nuovi positivi. I contagi sono 60 su 655 tamponi. Ancora vittime

Per la prima volta, dall’inizio della pandemia, il numero dei guariti supera quello dei nu…