Musei, targhe, busti, reliquie. Non c’è angolo di Agnone che non parli di Giovanni Paolo II. Persino la zona artigianale è intitolata al santo polacco. Cancellare dal cuore degli agnonesi quella visita passata alla storia è impossibile. Uno dei momenti più significativi, la sosta alla fonderia di campane. La famiglia Marinelli ha voluto ricordare l’emozionanate incontro di 20 anni fa realizzando un busto in bronzo del Santo Padre: «Oggi – ha detto Armando Marinelli – proviamo la stessa emozione di 20 anni. Vedere il Papa in fonderia è stato qualcosa di indimenticabile. Anche perché ha dato grandi stimoli alla nostra famiglia: se oggi abbiamo allargato i nostri orizzonti, se oggi abbiamo ancora più forza nel guardare avanti, lo dobbiamo al suo insegnamento e al suo incoraggiamento». La benedizione del busto all’ingresso della fonderia è stata affidata al vescovo della diocesi di Trivento, monsignor Domenico Scotti: «Agnone e gli altri paesi della diocesi – ha detto – hanno fatto tesoro del messaggio lasciato da San Giovanni Paolo II, un messaggio di grande fede e speranza, a non arrendersi di fronte alle difficoltà della vita». Poi in corteo è stata raggiunta la chiesa di Maria Santissima di Costantinopoli per la celebrazione della messa. Durante i vari interventi della commemorazione civile dell’evento è stata sottolineata l’attualità del messaggio di Giovanni Paolo II: «Quel ‘non arrendetevi’ rivoltro agli artigiani e al popolo dell’Alto Molsie è un messaggio di straordinaria attualità – ha detto il sindaco di Agnone Michele Carosella -: ancora oggi questa terra affronta il problema del decremento demografico e della carenza di lavoro. Ma è anche vero che si sono diversi imprenditori e cittadini che stanno raggiungendo risultati positivi. Si impegnano al massimo per evitare di dover abbandonare la propria terra di origine».

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