Quindici altari allestiti dal centro del paese fino alle contrade. Una profonda devozione che conferma l’impegno di tante famiglie e delle associazioni per rinnovare un rito che si perde nel tempo.
È la festa di San Giuseppe a San Martino in Pensilis, scandita da lunghi preparativi e da momenti di fede e di religiosità popolare che partendo da un altare riscoprono il senso della condivisione.

Dai luoghi ricreati e curati in ogni dettaglio, alle tredici pietanze o minestre, preparate con cura e seguendo scrupolose procedure tramandate tra le generazioni. E ancora, alla tavola che ripropone la famiglia e l’immagine sacra a impreziosire una giornata all’insegna della solidarietà e dell’incontro.

Fino a tarda sera in tanti hanno girato tutti gli altari sostando in preghiera nei locali dopo aver salutato con un ”Gesù e Maria” cui tutti rispondono ”C’è sempre”. Un appuntamento che ha richiamato numerosi visitatori anche dai centri limitrofi e sammartinesi che vivono fuori e sono rientrati per l’occasione.

Per organizzare l’altare di San Giuseppe ci sono le famiglie, la pro loco, il gruppo dell’azione cattolica, la casa famiglia, le associazioni dei giovani e dei giovanotti e la società operaia, luogo di ritrovo dove in mattinata è stata servita come negli altri locali la tradizionale pasta con la mollica.

Valori e tradizioni che restano vivi e consolidano l’identità di un paese attraverso un rito che accoglie la primavera.

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