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Apertura - Attualità - Evidenza - QD - 18 Marzo 2015

Petacciato: si risveglia la frana. Danni in tutto il paese. Chiuse strade e A14. Treni soppressi

 

 

di MANUELA IORIO

E’ emergenza a Petacciato dove si è riattivata a sei anni di distanza dall’ultima volta  a frana su cui praticamente siede il paese bassomolisano. La terra è scivolata di diversi metri causando danni in tutto il centro che per il momento può essere raggiunto solo dalla strada che lo collega alla zona del Sinarca. Chiuse invece le arterie che arrivano al mare e su cui gli smottamenti hanno aperto squarci sull’asfalto. Il paese è stato colpito in più punti. E’ venuta giù parte del costone del belvedere, che è stato chiuso al pubblico per questioni di sicurezza. L’area però è diventata meta di curiosi che superano le transenne pur di vedere con i propri occhi come è franata la terra. E’ stato chiuso il Comune dove si sono lesionate alcune pareti e per precauzione è stata chiusa anche la vicina scuola elementare, dove le lezioni saranno sospese anche domani per permettere tutti i controlli. I dipendenti comunali hanno raccontato di aver sentito alcuni scricchiolii e di aver lasciato l’edificio per precauzione. Al rientro hanno trovato le crepe sui muri. La faglia è molto ampia e ha raggiunto anche la costa. Una crepa ha attraversato anche una carreggiata dell’A14 che è stata chiusa nel tratto tra Termoli e Vasto. Il traffico è stato deviato sulla statale con forti rallentamenti su entrambi i sensi di marcia. Problemi anche sulla linea ferroviaria. Molti treni sono stati soppressi per permettere le verifiche. I bniari hanno infatti subito una flessione in alcuni punti. L’amministrazione comunale insieme ai tecnici si sta occupando dei sopralluoghi. C’è da capire su cosa bisogna intervenire prima. “I cittadini sono ormai abituati, ci convivono con la frana, la paura però c’è sempre perchè la forza della natura è incontenibile – spiega il sindaco Gabriele La Palombara -. La colpa è dell’acqua che si incanala sotto la terra e va a creare un cuscinetto. Quando si arriva al cumine la frana si muove. Per questo abbiamo presentato proprio a dicemebre un progetto alla Regione e al ministero per l’incalanamento delle acque. Speriamo che ce lo accolgono”.

 

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