Da sempre il comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Isernia presta la massima attenzione al fenomeno dell’avvelenamento dei cani. Ma non sono gli unici animali a rischiare una morte orribile: quei bocconi avvelenati lasciati nella campagne, infatti, causano danni enormi anche alla fauna selvatica. Oggi alcune squadre specializzate hanno sguinzagliato i cani antiveleno, battendo una vasta area tra i comuni di Isernia e Pesche, dove negli ultimi giorni sono stati segnalati altri gravi episodi. Gli uomini del comandante provinciale Luciano Sammarone stanno portando avanti anche delle indagini per individuare i responsabili. Ci sono anche alcue persone sospettate di lasciare le esche in giro. Ma per ora la priorità è quella di bonificare l’area: «I cani potrebbero dare qualche conferma ai nostri sospetti, ma per ora è importante recuperare i bocconi avvelenati che vengono confezionati per lo più con prodotti utilizzato in agricoltura. Recuperarli è foindamentale, anche per pevitare che muoiano candi padronali o animali selvatici». I casi di avvelenamento sono sempre più frequenti, come ha modo di constatare nella sua attività quotidiana il servizio veterinario della Asrem. Oggi non ci si limita più alle guerre fra tartufai. Anche davanti casa gli animali corrono pericoli seri. In alcuni casi – ha detto Antonio Liberatore, veterinario della Asrem – vengono ammazzate intere colonie di cani e gatti. Qualcosa del genere è accaduto lo scorso anno a Pesche. Scoraggiare questa barbarie non è semplice. Ma le indagini delle forze dell’ordine e le campagne informative possono aiutare a evitare queste vere e proprie stragi.

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