di PASQUALE DI BELLO

All’indomani del voto espresso insieme al centrosinistra sul tema Lavoro, parla Antonio Federico, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. Sfidiamo questa maggioranza su temi come la Sanità Pubblica e il Reddito di cittadinanza, marcatamente di sinistra, per conseguire risultati concreti. E’ questo il senso della nostra apertura di credito.

Consigliere Federico, come lo spieghiamo ai cittadini il voto dei 5 Stelle insieme al Centrosinistra sul tema “Lavoro”?

Noi non abbiamo mai posto una pregiudiziale sui voti ma guardiamo ai temi, per cui se votiamo col centrosinistra non vuol dire che siamo alleati del centrosinistra o, a parti rovesciate, col centrodestra. Il Consiglio regionale monotematico sul Lavoro è stato carico di tensioni e come tante riunioni del Consiglio si sarebbe chiuso con un nulla di fatto. Le uniche due proposte concrete sono venute dai 5 Stelle: quella sul Reddito di cittadinanza e l’altra sul Piano industriale regionale.  Specialmente sul reddito di cittadinanza, che peraltro è nello stesso programma elettorale di Frattura, noi abbiamo posto la questione con molta decisione e abbiamo capito che sull’argomento è possibile fare breccia nel centrosinistra e quindi c’è la possibilità di interloquire nei prossimi mesi.

Si, ma sono parole e basta. Sull’ordine del giorno che avete votato non c’è alcun riferimento alle vostre due proposte. Il centrosinistra, di fatto, non ha assunto alcun impegno nei vostri confronti. Insomma, siamo alle chiacchiere e ai buoni propositi, e sappiamo quanto valgono i buoni propositi.

Questo è vero ma è anche vero che il Consiglio regionale non può decidere l’ordine dei lavori di una Commissione che procede in maniera autonoma (l’Odg approvato fa riferimento alle Commissioni consiliari ndr). Resta comunque l’impegno assunto del centrosinistra di portare gli argomenti da noi proposti nelle Commissioni preposte (prima e seconda ndr). Ora è chiaro che spetterà a noi insistere affinché se ne discuta.

Bene, e se ciò non avverrà quale sarà il vostro atteggiamento?

L’atteggiamento nostro è già di totale rottura nei confronti della maggioranza. Tanto è vero che abbiamo già parlato di sfiducia nei confronti del governatore con riferimento ad un tema specifico, quello della Sanità. Una strada tuttavia, quella della sfiducia, difficile da praticare se in Consiglio regionale, specie se ci ritroviamo il centrodestra che sul tema vota insieme al centrosinistra. Ciò detto, pur di perseguire l’obiettivo del reddito di cittadinanza vale la pena di battere qualunque strada e mettere la maggioranza difronte alle proprie responsabilità. Hanno preso degli impegni precisi su questo argomento in campagna elettorale e, specie l’assessore Petraroia, ne ha fatto un cavallo di battaglia quando era all’opposizione. Insomma, noi vogliamo metterli alla prova perché il reddito di cittadinanza si può fare a partire dalla riduzione dei compensi ai consiglieri regionali e dei vitalizi a cui si possono aggiungere i fondi della programmazione europea.

In ogni caso, non le sembra di aver fatto un’apertura di credito al centrosinistra? Insomma, vi fidate soltanto della parola della maggioranza, nell’ordine del giorno approvato non c’è traccia di quello che lei sta dicendo.

C’è un’apertura di credito, ma solo nella misura in cui si ragiona degli strumenti a disposizione del Consiglio regionale e specie di noi consiglieri di opposizione. O restiamo alle barricate in Consiglio, oppure diamo un’apertura dicendo alla maggioranza: “questo è un tema anche vostro, diamo una risposta ai cittadini”.

Frattura, tuttavia, è stato molto duro nei vostri confronti, lanciandovi una vera e propria sfida quando vi ha detto: “Se volete, la mozione di sfiducia ve la firmo io. Basta con questo populismo”. Voi che fate, a questo punto? Servono cinque firme per presentarla e voi ne avete quattro: Federico e Manzo, Frattura e Cavaliere che si sono dichiarati disponibili. Ve ne manca una …

Quella di Frattura è una provocazione che rischia di diventare una farsa. Di fatto, in questo caso, diventerebbe per Frattura una fiducia che lui andrebbe a prendersi facilmente dalla maggioranza. Parliamoci chiaramente, nessun inquilino di Palazzo Moffa vuole correre il rischio di perdere la poltrona.

Be’, però voi che fate: continuate a insistere su questo tema anche se è chiaro fin dall’inizio come andrà a finire. In ogni caso sarebbe un dibattito utile e alla luce del sole e sotto i riflettori come piace a voi.

La nostra mozione di sfiducia, essendo legata alla Sanità, nasce dalla censura delle scelte politiche fatte da Frattura, in special modo quelle che manifestano un orientamento marcatamente favorevole ai privati. Nello scorso Consiglio potevamo presentarla (previa raccolta delle cinque firme ndr) ma il voto congiunto di centrodestra e centrosinistra la dice lunga sulla preferenza che tutti hanno verso il privato. Su questo non faremo le barricate ma, del resto, tutto si spiega. Aldo Patriciello, europarlamentare di Forza Italia con interessi nella Sanità, è alleato del centrosinistra … sempre se possiamo ancora chiamarlo centrosinistra.

Nelle sue ultime riunioni del Consiglio regionale si sono affrontati in maniera monotematica due temi cruciali per il Molise: Sanità e Lavoro. Tuttavia, entrambe le riunioni si sono concluse con affermazioni generiche e prive di alcun valore pratico. La sensazione dei cittadini è che si facciano solo chiacchiere al vento, che insomma il Consiglio regionale sia solo un Chiacchierificio. Lei, dall’interno, la condivide questa impressione?

Ho detto da tempo che il Consiglio regionale è una scatola vuota. E’ un luogo dove si fa continuamente politica e campagna elettorale, dall’una e dall’altra parte. Di fatto, in termini di impegni concreti, siamo al nulla. Sulle reali possibilità di riorganizzazione del sistema sanitario, il Consiglio può fare poco se non dettare un indirizzo politico, come noi abbiamo cercato di fare, pur non riuscendovi, in favore le strutture pubbliche. Su Lavoro, tutte le vertenze sono seguite direttamente dall’Assessorato e dalla Giunta. L’unica cosa che si può fare in Consiglio è puntare il dito su questa o quella questione ma come consiglieri non abbiamo uno strumento reale per incidere su queste questioni. Insomma, il rischio è che si facciano solo chiacchiere.

Tra qualche mese ci sarà l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio regionale e del relativo Ufficio di Presidenza. Su questi appuntamenti, possiamo ipotizzare un vostro coinvolgimento diretto, una vostra presenza all’interno dell’Ufficio di Presidenza?

Approfitto per annunciare una cosa non ancora nota. L’Ufficio di Presidenza una cosa buona l’ha fatta di recente: autorizzare formalmente la rinuncia a parte dello stipendio da parte mia e di Patrizia Manzo. Finalmente non abbiamo più una busta paga di 8mila e 200 euro ma di 2mila e 600.

Dove vanno a finire i soldi di questo risparmio?

In sede di bilancio devono essere appostate, come abbiamo già fatto in passato, a favore del fondo sul Microcredito. Tornando al discorso dell’Ufficio di Presidenza, noi abbiamo la volontà di essere presenti ma non dipende da noi, non avendo chiaramente i voti. Già l’altra volta, ad esempio, abbiamo proposto Patrizia Manzo a Presidente del Consiglio. O ci accordiamo con qualcuno o corriamo il rischio di rimanere alla porta..

Be’, la vostra apertura di credito nei confronti del centrosinistra potrebbe avere come contropartita il vostro ingresso nell’Ufficio di Presidenza.

La nostra volontà di essere presenti all’interno dell’Ufficio di Presidenza è perché vogliamo garantire un presidio di trasparenza all’interno dell’ufficio stesso. Ma questa nostra apertura di credito, che è una goccia in mezzo all’oceano, non può valere un posto in Ufficio di Presidenza o un’apertura in tal senso del centrosinistra.

E’ allora una possibilità da escludere categoricamente?

Quello che è certo è che noi vogliamo entrarci. Un modo lo dobbiamo trovare, quindi ribadisco: o ci mettiamo d’accordo con il centrodestra o con il centrosinistra. Quindi se vogliamo essere presenti, una di queste due strade va presa altrimenti restiamo alla porta. Ma questa è una valutazione che faremo al momento opportuno.

A volte i 5 stelle hanno posizioni più a sinistra della Sinistra, vedi il reddito di cittadinanza. Secondo lei, questa regione da chi è governata, dal centrosinistra o da qualcos’altro?

Parlare di queste categorie non ha più senso, specie in Molise. Basti pensare all’attuale maggioranza, con una coalizione che va dall’Udeur a Sel. Caratterizzare questo schieramento come di sinistra è davvero impensabile, anche se ribadisco che ormai queste categorie sono superate.

Chiudiamo così come abbiamo aperto l’intervista, col tema Lavoro. Qual è il vostro giudizio sull’operato dell’Assessore al Lavoro, Petraroia? Di fatto, di tutte le crisi in corso nessuna ne è stata risolta.

Noi condividiamo la posizione legata al riconoscimento dell’area di crisi, ma a parte questo si sono aperti solo una serie infinita di tavoli che hanno solo procrastinato la soluzione dei problemi e creato aspettative e confusione. Da uno che viene dal sindacato, ci saremmo aspettati altre risposte.

Insomma, sfiduciate anche Petraroia.

La nostra sfiducia verso il Presidente Frattura riguarda tutta la Giunta. E’ tutta la maggioranza di centrosinistra ad essere imputata e sotto osservazione.

 

 

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