di MANUELA IORIO

E’ successo a pochi chilometri da Termoli in una casa al mare tra San Salvo e Vasto. Proprio nella notte della festa delle donne, una donna è stata uccisa. Si chiamava Daniela Marchi, aveva 53 anni ed era originaria di Roma. A strangolarla con un cavo elettrico, al culmine di una lite è stato il suo compagno, Joseph Martella, 57 anni, origini francesi ma da anni in Abruzzo. E’ stato lui a chiamare il 118 intorno alle 22,30 gridando: “venite l’ho strangolata”. Quando polizia e carabinieri sono arrivati lo hanno trovato in lacrime e in stato confusionale seduto sul divano. Accanto a lui, ormai senza vita era adagiato supino il corpo della compagna, con il cavo che pendeva su un fianco. L’ha uccisa durante una lite a quanto pare per questioni economiche. Era da gennaio che infatti l’uomo, che faceva il turno di notte in un bar, si era licenziato ritenendo il lavoro troppo faticoso. L’ha strangolata con un cavo che aveva adoperato per alcuni lavori in casa. Stando alla prima versione che l’uomo ha fornito avrebbe pure provato a rianimarla in un sussulto di lucidità misto a rimorso, ma invano, ormai era troppo tardi. Lui ora si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Il vicequestore del commissariato di Vasto Alessandro Di Blasio ha spiegato però che una vera e propria confessione non c’è. Perchè nel momento in cui è stato interrogato alla presenza del suo difensore il 57enne ha cambiato versione. L’omicidio si è consumato al secondo piano di una palazzina abitata solo da vacanzieri. In questi mesi nello stabile oltre alla coppia che viveva lì da 4 mesi, ci sono anche tre giovani che ieri notte sono stati chiamati dal 57enne quando però Daniela Marchi era già morta.. I ragazzi dopo aver capito che si trattava di un omicidio hanno aspettato giù l’arrivo delle forze dell’ordine. E’ probabile che proprio loro saranno i testimoni chiave della Procura.

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