Sono stati gli alunni a parlare per primi. Lo hanno raccontato ai loro genitori e questi ultimi si sono rivolti alla preside che, a sua volta, è andata dai carabinieri. La storia, ricostruita dal procuratore Albano, andava avanti da tempo e tutta la scuola media ubicata in un centro della provincia di Isernia ne parlava. Una situazione insostenibile che, fortunatamente, è finita grazie alla collaborazione delle vittime degli abusi. Ora il bidello, accusato di pedofilia, è agli arresti domiciliari, inchiodato dalle troppe coincidenze nelle testimonianze dei ragazzi e delle ragazze. Federico Scioli, il sostituto procuratore che ha condotto l’inchiesta, ci è andato con i piedi di piombo. Spesso nelle scuole si parla di storie strane che poi svaniscono quando si tratta di firmare le denunce. Questa volta è stato diverso e i carabinieri, nel corso delle indagini, hanno trovato la massima collaborazione degli alunni che, nei loro racconti, alla presenza di una psicologa del consultorio, hanno inchiodato il bidello alle sue responsabilità. Anche il Gip, Elena Quaranta, ha trovato i riscontri necessari e ha disposto gli arresti domiciliari per l’uomo accusato di pedofilia. Diversi gli episodi accaduti nel corso degli ultimi due mesi, il bidello è accusato di spiare dai buchi delle serrature dei bagni, di palpeggiamenti e di particolari attenzioni nei confronti delle ragazzine. Tra l’altro avrebbe anche chiesto l’aiuto dei maschi per fare proposte particolari alle ragazzine da cui si sentiva attratto. Insomma, una vicenda squallida come sembra altrettanto degradata la situazione personale e familiare dello stesso bidello. Nelle prossime ore il primo interrogatorio.

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