Il nome di Carmine Schiavone i molisani lo conoscono bene. Proprio in seguito alle dichiarazioni del pentito di Camorra si è cominciato a parlare di rifiuti tossici interrati anche nella nostra regione, destando non poche preoccupazioni tra i cittadini. L’ex amministratore del clan dei Casalesi – cugino del boss Sandokan – fu il primo a parlare ai magistrati del traffico di rifiuti nella Terra dei Fuochi. Fece rivelazioni importanti anche durante un’audizione parlamentare risalente al 1997, ma i verbali sono stati tenuti nascosti per oltre 15 anni. In quell’occasione Carmine Schiavone disse che nella Terra dei Fuochi nel giro di vent’anni sarebbero morti tutti di cancro, aggiungendo che i rifiuti nocivi erano stati sotterrati anche in provincia di isernia o, meglio, nell’area venafrana. Solo un paio di anni fa le sue dichiarazioni sono state raccolte dagli organi di informazioni, sollevando un polverone. Da allora si è deciso di scavare anche in Molise. I droni hanno individuato numerose aree tra Venafro e Sesto Campano, ma finora gli escavatori – in azione fino a qualche giorno fa – hanno riportato in superficie solo fusti vuoti, ferraglia e qualche scarto dei cantieri edili. I terreni non sono risultati inquinati; salve anche le falde acquifere, ha precisato l’estate scorsa il procuratore capo di Isernia Paolo Albano nel tracciare il primo bilancio degli scavi. In realtà la Procura aveva avviato le verifiche ancora prima del caso sollevato dal pentito di Camorra grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, ma di certo le sue dichiarazioni hanno dato una decisa spinta alle indagini. Per ora, comunque, le rivelazioni di Schiavone non hanno trovato riscontri nella nostra regione. Solo una bufala? Non è da eslcudersi, ma tra la gente il dubbio resta.

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