di PASQUALE DI BELLO

In tempi di taglio alla spesa, quello del Comune di Campobasso è un pessimo esempio. Grazie ad un meccanismo moltiplicatore, spesi in media circa 30mila euro al mese per i gettoni di presenza nelle Commissioni. Assicurato ai consiglieri l’equivalente di uno stipendio.

Se usate le bretelline nasali per respirare – per capirci, quelle che su You Tube ci stanno fracassando i maroni da settimane – riponetele nel comodino e tirate fuori invece un mollettone da bucato e sparatevelo sul naso in modo che resti blindato a tenuta stagna. Per sicurezza, usate anche due sugheri. Questa che stiamo per raccontare è la storia del gettone magico, quello che assicura ai componenti del Consiglio comunale di Campobasso l’equivalente di uno stipendio. Il meccanismo è molto semplice ed è legato alla partecipazione dei componenti dell’assemblea alle commissioni consiliari. Commissioni che si tengono quasi tutti i giorni e che assicurano un effetto moltiplicatore . Tirate le somme, produce quello che avete appena letto: uno stipendio. Di questi tempi, e con questi chiari di luna, garantirsi circa 1200 euro mensili non è poi così male. Per il mese scorso, si va da un minimo di 452 euro ad un massimo di 1183 (dipende dal numero di presenze) e dentro ci sono tutti: dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle.

Quello che va messo al centro del ragionamento, tuttavia, non è il semplice dato economico ma il meccanismo perverso che lo genera. Per capirci, facciamo riferimento ai dati di gennaio 2015 così da restare fermi alla strettissima attualità. I dati, ufficiali, sono quelli della determina n. 274 della scorso 9 febbraio. Da essa risulta una spesa complessiva per i “Gettoni di presenza mese di gennaio 2015” pari a 29mila e 438 euro. Essa si riferisce a tutti i consiglieri comunali che percepiscono l’emolumento magico, con la sola esclusione del consigliere Michele Scasserra, che ha rinunciato al gettone, e Alberto Tramontano che ha optato per quello che gli eroga la Provincia di Campobasso, essendo egli componente anche di quella assemblea.

Il meccanismo del gettone magico è molto semplice, ed è quello di convocare le Commissioni quasi tutti i giorni in maniera da maturare un cospicuo gruzzolo di quattrini a fine mese. Nel mese di gennaio 2015, per restare all’esempio e ai dati del comune, si sono tenute ben 33 sedute di commissione, ciò vuol dire la media di più di una al giorno. A meno che non si voglia sostenere che lorsignori consiglieri si siano riuniti anche il giorno di Capodanno e quello dell’Epifania.

Le commissioni sono in totale dodici, un numero spropositato per un comune come quello di Campobasso, e molte di esse potrebbero essere accorpate (ad esempio Lavori Pubblici e Urbanistica). Inoltre, larga parte dei consiglieri siede in più commissioni. Al meccanismo dei gettoni, va poi aggiunto quello dei permessi da lavoro (per chi è dipendente) necessari a consentire la presenza in commissione. In alcuni casi, per un meccanismo che incrocia la distanza e il numero di commissioni giornaliere, il permesso viene a coprire l’intera giornata col doppio effetto di incassare lo stipendio, il gettone di presenza e la vacanza continua.

Udiamo da mattina a sera la consueta litania del taglio alle spese, della crisi, della gente che crepa e un generale cicaleccio che richiama alla responsabilità e alla sobrietà, però, quando si tratta di applicarla a se stessi, la camarilla politica questa sobrietà se la rimangia. Facciamo allora un appello al Sindaco di Campobasso, che per conoscenza personale sappiamo essere un galantuomo e figura aliene al meccanismo della generale abbuffata. Battista metta mano a questa situazione, poiché è impensabile che ogni mese, per le sole Commissioni, vadano in fumo circa 30mila euro di quattrini pubblici. Avete letto bene, perché dei soldi spesi a gennaio, nemmeno un centesimo è stato erogato per le presenze in Consiglio comunale. Quelle, evidentemente, sono un conto a parte.

Determina gettoni Comune di Campobasso

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