di PASQUALE DI BELLO

In corso il preannunciato sciopero da parte dell’ATM. Mezzo Molise paralizzato e scontro frontale tra l’azienda di trasporti e la Regione. Dall’assessorato ai Trasporti parlano di oltre 2milioni e mezzo di euro in eccesso versati ad ATM; l’azienda, da parte sua, ribadisce le proprie pretese. Sullo sfondo i disagi perenni per i cittadini molisani.

Tanto tuonò che piovve. Il preannunciato sciopero da parte dell’ATM, l’azienda di trasporti molisana che copre i collegamenti con mezza regione, è in corso da questa mattina con i mezzi fermi in deposito. Mancano i soldi per il gasolio, per le paghe dei dipendenti e per gli oneri e interessi da versare alle banche presso le quali la società si è indebitata nel corso del tempo e in attesa delle rimesse regionali che tardano ad arrivare. Questa la versione ufficiale fornita dall’azienda.

In replica, è giunta una piccatissima risposta dell’assessore ai Trasporti, Pierpaolo Nagni, che ha reso nota una lettera della Regione inviata proprio alla ATM nella quale si puntualizzano due questioni: la prima: “l’ATM non ancora provvede alla stipula del nuovo contratto di servizio, nonostante i ripetuti inviti”; la seconda: “le partite in sospeso che riguardano pagamenti vari vanno computate a fine esercizio annuale e a presentazione del bilancio”.

Questa la posizione delle parti. Da chiarire, tuttavia, una questione contenuta nella stessa nota regionale. Sostengono dall’assessorato ai Trasporti che “ad ATM sono state accertate per il 2012 compensazioni in eccesso pari ad oltre 2milioni di euro, che la ditta deve restituire alla Regione”. Inoltre, dicono sempre i contabili regionali, per il 2014 è stata già accertata al 30 settembre una “maggiore compensazione di 512mila euro”.

Ora, senza entrare nel merito tecnico della vicenda, viene da chiedersi se sia plausibile (con questi chiari di luna!) che la Regione paghi 2milioni e mezzo di euro in più ad una azienda e che questa, vantando legittimamente le proprie pretese sulla base di altri conti, blocchi il trasporto pubblico dichiarandosi creditrice di quella stessa Regione che all’azienda chiede di restituire i soldi ricevuti in eccesso. E’ evidente che qui qualcosa non quadra e siamo di fronte all’ennesimo cortocircuito. Punto numero due: viene da chiedersi se nei gloriosi uffici regionali, al caldo dei radiatori, qualcuno riesca a tenere una contabilità rapida, precisa, efficiente, magari lavorando in casi come questi ad un meccanismo di compensazione tra crediti e debiti. Punto numero uno (è questa la principale questione): è possibile che su ogni questione dove girano soldi, dalla ricostruzione alla sanità ai trasporti, a finire con l’ombrello tra le terga (come l’omino di Altan) siano sempre i cittadini molisani. In attesa della risposta gli autobus sono fermi, l’ATM è in ambasce e dalla Regione continuano a tenere i radiatori a tremila.

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