Rinviata al 10 marzo l’udienza della Corte d’appello di Campobasso che doveva discutere del ricorso di Oti contro l’aumento delle fideiussioni.
Intanto i sindacati, in una lettera aperta, chiedono l’intervento urgente di Frattura:
“Caro Presidente
Venerdì 13 febbraio rischia di consumarsi l’ultimo atto al Ministero del Lavoro che può autorizzare, anche senza l’accordo con i sindacati, la Procedura Concorsuale a licenziare gli ultimi 247 dipendenti dell’Ittierre.
Nel frattempo ci sono 4 offerte, tra cui il socio di minoranza, per rilevare O.T.I. o semplicemente il 51% di essa, ma i problemi sono tanti…..
1. Qualsiasi offerta si scontra con tempi tecnici che ne porteranno la definizione dopo il 3 aprile 2014 e quindi dal 4 aprile 2014 tutti i dipendenti Ittierre saranno disoccupati;
2. Il concordato preventivo in corso ha pochissime probabilità di rimanere tale perché ci sono capitoli di spesa non preventivati (vedi mancati preavvisi che costeranno più di 800000 euro) e quindi, molto probabilmente, si trasformerà in fallimento;
3. Il fallimento di Ittierre porterà ad una procedura di eventuale assegnazione ad imprenditori interessati e comunque si arriverà a superare il 3 aprile 2014;
4. Il fallimento non converrebbe neanche ai fasonisti che si vedrebbero assegnate somme inferiori a quelle preventivate con il concordato;
Le conseguenze sociali di una sparizione definitiva dell’Ittierre sarebbero di portata insopportabile per la Provincia di Isernia e per l’intera Regione Molise.
E’ necessario che vengano messe in campo azioni straordinarie di livello Ministeriale per tenere in vita il concordato fino a definizione dell’assegnazione dell’azienda ad imprenditori che possano farla ripartire. E’ chiaro che gli interventi straordinari devono essere tarati sulla straordinarietà della situazione del Molise, sulla condizione di vita delle persone e sulla condizione economica del territorio. Sono questioni che non possono e non devono essere risolte attraverso la mera applicazione delle regole.
Queste azioni possono anche essere agevolate da un intervento sindacale unitario ma, per essere davvero efficaci, c’è bisogno che la Regione Molise, così come concordato nero su bianco al Ministero del Lavoro, debba “verificare tutti gli strumenti utili alla salvaguardia occupazionale dei lavoratori della ittierre S.p.a. in liquidazione ed in concordato preventivo, anche tenuto conto del riconoscimento, da parte del M.I.S.E., dello stato dell’area di crisi del territorio di Isernia”.
Per questi motivi Sig. Presidente, la invitiamo a mettere in campo tutte le azioni politicamente possibili per traghettare la gestione dell’Ittierre nelle mani di imprenditori che, pur essendo interessati, oggi non possono prenderne in mano la gestione.
Lunedì 16 febbraio, quando ci incontreremo di nuovo alla Regione, vorremmo parlare di futuro per l’Ittierre e non parlare di nuovo di ciò che le abbiamo scritto oggi”.
Le segreteria Regionali di Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL e UGL Tessili

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