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Attualità - Evidenza - QD - Regione - 10 Febbraio 2015

Ittierre: torna in scena Antonio Bianchi, salgono a quattro le offerte per la Oti

Ancora una giornata decisiva per il futuro della vertenza Ittierre.
Da una parte c’è la corte d’appello di Campobasso, chiamata a decidere sull’opposizione di Oti all’aumento delle fideiussioni in favore della gestione commissariale, dall’altra il tam-tam di voci sempre più clamorose sul futuro di Officine Tessili Italiane.
Infatti, oltre a registrare l’interesse di Ikf, Europa Investimenti, e Ammaturo, c’è da evidenziare anche l’importante indiscrezione che vorrebbe lo stesso Antonio Bianchi pronto a fare il grande salto in solitaria. Ovvero acquisire con fondi propri il 51 per cento della Oti in vendita, attualmente di proprietà della Hdc di Antonio Rosati.
Le voci dicono che Bianchi, a tal fine, starebbe mettendo insieme una cordata societaria, con l’obiettivo di presentare la migliore offerta alla procura di Milano che, attualmente, gestisce le proprietà di Antonio Rosati, per il momento ancora a San Vittore.
Una guerra societaria che riserva ogni giorno un colpo di scena e dimostra che l’Ittierre, nonostante i suoi problemi, i suoi acciacchi e le sue disgrazie è ancora un bocconcino appetibile per gli imprenditori del settore tessile.
Ricapitolando, la procura di Milano, che gestisce i beni di Antonio Rosati, in carcere per evasione fiscale, ha messo in vendita la quota di maggioranza della Oti, la new company che ha rilevato l’Ittierre.
Sono arrivate tre manifestazioni di interesse, da parte di Ikf, Europa Investimenti e Ammaturo. Bianchi, dal suo canto, sarebbe in procinto di presentare, in cordata con altri imprenditori, una quarta manifestazione.
A quel punto sarebbero quattro e toccherebbe alla procura di Milano scegliere la migliore offerta per il 51 per cento di Oti.
Una telenovela, quella di Ittierre, che oramai va avanti giusto da sei anni, dal 2009, quando Tonino Perna decise di staccare la spina. Sei anni in cui se ne sono viste di tutti i colori.

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